Rem IF – Interludio

Interludio: Anniversario di Morte

1

 

–Qualcosa eruppe quando scoprì che le donne erano infiammate da un insopportabile ira.

 

Prima che la vendicatrice diventasse tale, viveva in un villaggio in cui si riunivano i “vagabondi”.

 

I demoni sono una specie rara. Si dice che la sua razza avesse creato un villaggio nascosto da qualche parte, a malapena sopravvivendo, ma non era il suo caso. Poco dopo la sua nascita sua madre morì, e dopo essere rimasta sola capì che le rimaneva solo la sua stessa vita.

 

Il posto in cui era arrivata questa ragazza era un villaggio in cui si riunivano i “vagabondi”.

 

I demi-umani con i bagagli e le persone che avevano commesso un crimine e i rimanenti villaggi umani vivevano lì; non vi erano molte persone per bene. Per questo, non era stata rifiutata, e poiché era un demone altezzoso e orgoglioso, ed era stata accettata come un membro del villeggio, le venne concesso di vivere lì.

 

Non avendo vissuto con nessun altro se non sua madre, la vita al villaggio era piena di cose confusionarie. Sebbene gli abitanti del villaggio non fossero buone persone, ognuno aveva le proprie circostanze e problemi da affrontare. Nessuno si comportava freddamente con lei.

 

Una volta passato del tempo, anche lei riuscì a farsi degli amici. Non era più oppressa dalla vita al villaggio, aveva un modo prestabilito di passare le sue giornate e aveva accettato quel periodo ordinario e tranquillo.

 

La ragazza era andata avanti e aveva pensato che questa fosse una sorta di benedizione. Potrebbe essere stato un fraintendimento. Eppure, era grata.

 

–Erano quel tipo di pensieri che erano scomparsi in una scena di fiamme.

 

Il villaggio che conosceva bene venne inghiottito dalle fiamme, bruciando crudelmente.

 

Il vicino che l’aveva sempre salutata, il giovane che le aveva insegnato a coltivare, l’anziano che ora era gentile con lei, qualcuno del suo stesso sesso con cui aveva parlato per la prima volta solo ieri, e l’uomo con cui era stata a parlare di frequente ultimamente-erano tutti bruciati.

 

Era sopravvissuta solo perché era stata fortunata.

 

Ma davvero era stata fortunata? Poteva essere che fosse sopravvissuta solo perché non aveva avuto la migliore sorte?

 

Fece apparire il corno, e rilasciò un potere abominevole. Facendo scorrere il mana nel suo corpo, andò su tutte le furie per sbarazzarsi di quelli che avevano dato fuoco al villaggio. Ciononostante, non era abbastanza.

 

Venne sopraffatta dai numerosi nemici, e il suo corpo bruciò nelle fiamme. Risero a gran voce davanti alle sue urla di dolore e disperazione, e venne schiacciata dai loro piedi.

 

[???: Non troppo maaale direeei. E’ il tipo di sguardo che mi piace.]

 

Sentì una voce stridula lì vicino.

 

Stava vicino a lei, e le aveva versato qualcosa addosso mentre giaceva per terra. Non era il suo corpo ad averlo respinto; la sua anima l’aveva rifiutato. Aveva lasciato andare un urlo. Non l’avrebbero ascoltata. Qualcosa era scivolato nelle sue orecchie e le stava entrando nel corpo. Le sue interiora stavano venendo violate dall’umidità.

 

[???: Il lavoro è finito! Ora, bastarda, cosa ti piace di me?]

 

La voce di una donna pazza e folle che aveva qualche problema mentale giunse alle sue orecchie, e non se ne sarebbe andata.

 

Non se ne sarebbe andata. Semplicemente non l’avrebbe fatto. Sarebbe stata tormentata senza fine dalla paura di impazzire in qualsiasi momento. Fu solo quando i villaggi, le fiamme e quelle persone erano scomparse, che finalmente era se ne era andata.

 

Ma il suo naso stava ancora provando a scoprire dove erano andati così da poterli inseguire. La cosa che le era stata versata dentro-lo shock che l’aveva attraversata con violenza aveva rivelato la loro posizione.

 

[???: –Io…li punirò.]

 

Giurò davanti al villaggio bruciato che sarebbe diventata una vendicatrice.

 

Ora, aveva bisogno del potere che le mancava per ottenere la sua vendetta.

 

Per ottenerlo, aveva fatto qualcosa di affrettato che aveva messo la sua vita in pericolo. Si intrufolò nella tana di un grande spirito, un posto in cui la gente si recava spinta dalla propria pazzia, proprio come lei.

 

–Voleva il potere di ucciderli, il potere di punirli–il potere di massacrarli.

 

Il vento che soffiava aveva trasformato come una lama il suo gruppo in una pozza di sangue. Usando un cadavere come scudo, la vendicatrice si avventurò all’interno. Ogni qualvolta questo scudo diventasse inutile, usava un altro cadavere. E continuò così.

 

Prima che se ne accorgesse, il vento cominciò a suonare come una canzone.

 

La tana del grande spirito si trovava in fondo alla grotta. Ad ogni modo, la grotta riproduceva il suono di madre natura con il vento proveniente dalla parte più intima, e la canzone davvero stringeva al cuore.

 

La vendicatrice era incantata dalla canzone del vento, e avanzava trovandosi in uno stato di trance.

 

Voleva il potere. Voleva sentire il resto della canzone. Questa grotta aveva tutto ciò che la vendicatrice desiderava.

 

E poi, quando raggiunse la parte più inoltrata, sentì una voce.

 

[???: –Voglio…uccidere tutti.]

 

–Si ricordava di aver risposto “Anch’io lo voglio” a quella voce.

 

2

 

[???: Voglio uccidere. Voglio uccidere. Voglio uccidere. Voglio uccidere. Voglio uccidere.]

 

Il potere che la vendicatrice aveva preso riversava di continuo quell’intenzione dentro di lei.

 

In origine, sarebbe dovuta essere una brama di morte che avrebbe dovuto far impazzire chiunque, un torrente di sete di sangue, un impulso di distruggere–comunque, ciò non andava contro il desiderio della vendicatrice; era anche una voce piacevole quella che cantava.

 

Quindi, la vendicatrice dimostrò il suo potere di castigo con gioia.

 

Distruggeva completamente quelli che venivano individuati dal suo olfatto. Non ne rimaneva niente. Non potevano neanche essere seppelliti in una tomba. Era come se fossero scomparsi senza lasciare traccia.

 

E così, la vendicatrice otteneva il castigo ancora e ancora, finché alla fine non aveva raggiunto una grande città. Sulla strada di notte, la vendicatrice seguì l’ “odore che permaneva” a cui il suo naso reagiva fortemente, e correva in un vicolo con un sorriso folle sul viso. La sua destinazione era proprio lì vicino.

 

Questo era il suo più grande bersaglio finora. Forse questo era il bersaglio della vendicatrice–era eccitata per la possibilità che questo potesse essere chi aveva quella risata sprezzante.

 

Soffiò un vento nero. Fin dove fosse arrivato, la gente si ritirava per la paura. Il bersaglio non la percepiva con il vento. Aspettò alla fine della via per cui il bersaglio stava camminando, aspettando che i loro visi si contorcessero per la paura.

 

[—-]

 

Un nemico con una forte puzza, estremamente sgradevole, comparve di fronte alla vendicatrice. Vide i loro visi, ma sfortunatamente, non le erano famigliare. Non importava. Li avrebbe uccisi comunque.

 

Con quell’unico pensiero in testa, la vendicatrice aggiunse sete di sangue al vento, e cominciò a mordere il suo bersaglio intero–

 

[???: —-]

 

Una ragazza vicino al nemico che gli si avvicinava catturò la sua attenzione.

 

Ad ogni modo, dando un’occhiata, la vendicatrice realizzò che si trattava di una ragazza in cui scorreva il suo stesso sangue.

 

Per un momento, venne presa alla sprovvista dalla ragazza che stava lì davanti a proteggere il nemico dietro di lei. E poi, una volta che la durezza della vendicatrice era sparita, un’intensa, scura rabbia erose violentemente la sua mente.

 

Che sta facendo qua? Quell’uomo è un nemico che dovrebbe essere punito.

 

 

Perché qualcuno della mia stessa posizione, del mio stesso sangue, della mia stessa razza, sta con quell’uomo senza punirlo?

 

 

[???: –Cosa…state facendo.]

 

Nella rabbia, la sua voce uscì fuori.

 

Non era un intento di uccidere a mostrarsi, ma una domanda.

 

Sentendo quella domanda, la ragazza non scelse di proteggere la vendicatrice, ma il temuto nemico, così la sua risposta era chiara.

 

Il vicino, il giovane, il vecchio, la persona dello stesso sesso… –L’uomo a cui aveva sperato di legarsi…

 

Avrebbe protetto il nemico che aveva bruciato la sua felicità? Qualcuno dello stesso sangue, che amava un uomo così felicemente?

 

In quel caso–

 

[???: –Muori.]

 

–Uccidere questa ragazza avrebbe aumentato la propria autostima.

 

3

 

E così, dopo aver fallito due volte, la vendicatrice ora aveva il diritto di affrontare il castigo per la terza volta.

 

[???: Maledizione……]

 

A lasciar andare un grido di dolore, colpire e il muro e collassare era stata una donna vestita di bianco.

 

Quella voce forzata suonava familiare. Ovviamente. Dentro al cranio della vendicatrice, una voce le stava ancora dicendo di continuo di uccidere. Le voci erano le stesse.

 

La voce…era la stessa. Eppure, era troppo fragile. Desiderava qualcos’altro. Non erano d’accordo. Era perché veniva respinta.

 

Questo non era il potere che la vendicatrice voleva. Era qualcosa di estraneo, ed era qualcosa di troppo fragile.

 

Dire umilmente che voleva diventare uno sarebbe andando bene, ma era troppo fragile per fare qualcosa come dirle di obbedire alzando la voce.

 

[???: –Muori.]

 

Quindi, aveva dimostrato il suo potere. Aveva completamente battuto quell’entità e aveva raggiunto il suo nucleo.

 

[???: Ah…oo…aah…..]

 

Alzata dal colletto, la ragazza gemette col suo corpo. Si contorse e provò a scappare dalle sue braccia, ma non l’avrebbe lasciata andare. Allora, l’esistenza della donna lentamente, lentamente, si trasformò in polvere leggera e venne assorbita dalla vendicatrice.

 

In origine, l’esistenza della dona era stata una parte del potere che aveva assorbito la vendicatrice. Trattenne l’entità che una volta nel passato si era separata da lei, rendendola sua per sempre questa volta.

 

[???: –e…m]

 

Suonò come se la ragazza avesse detto il nome di qualcuno prima di scomparire. Comunque, la vendicatrice non l’aveva sentito, ed era stata fatta a pezzi dal vento che soffiava, svanendo.

 

Il fastidio era svanito, e il potere era completato. Non le mancava più nulla.

 

[???: –Muori.]

 

Ora tutto quello che rimane è ottenere il castigo. Una vendicatrice che portava a compimento la propria vendetta. Con la morte di quella donna.

 

[???: –]

 

Quella donna è quella in torto. Quella donna è pazza per star proteggendo il nemico che deve essere punito.

 

Il nemico con l’odore della strega, e la sua abominevole stirpe che si era avvicinata a lui.

 

Uccidili entrambi. Tutti e due devono essere uccisi. Uccidi. Uccidi, uccidili.

 

Uccidere è l’unica cosa che poteva confortarla per quello che aveva perso. Questa sarà l’espiazione.

 

–Questo non è odio; è un dovere. Per questo senso del dovere, quella donna deve morire!

Traduzione: Vulcan & Ross

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