Rem IF – Epilogo

Epilogo: Anniversario

 

[Rem: …Rigel]


Quando il piccolo sentì pronunciare il proprio nome da una voce gentile, si alzò lentamente.
Era un fanciullo dagli occhi e capelli azzurri. Stava per compiere 6 anni ed era ancora al massimo della sua adorabilità… ma la freddezza del suo sguardo non mostrava certo un futuro raggiante.
Natsuki Rigel – questo era il nome del fanciullo, un personaggio perfetto per la fine di questa storia.


[Rem: Rigel, dove sei? È ora di andare al Tempio Elementare.]


[Rigel: Mamma, sono qui. Sono già pronto.]


Quando lui rispose alla voce proveniente da dentro casa, una figura dai lunghi capelli blu appari all’improvviso. Una donna incantevole sorrise a Rigel, che era in piedi in giardino.


[Rem: Ah, ti sei preparato velocemente oggi. Bravo ragazzo.]


[Rigel: Al contrario di Papà, io non voglio farti preoccupare.]


[Rem: Mmpf, non dire cosi Rigel. Non dovresti parlare male di tuo padre. Inoltre, mi piace prendermi cura di lui, quindi non mi dispiace. Aaah, mi rende così felice; pensare che il secondo stia ormai arrivando…]


[Rigel: Puoi smetterla?! Non è divertente!]


Sentendo la voce di Rigel incrinarsi, la donna – Rem, la madre, ridacchiò. Aveva ormai la pancia pronunciata, e dentro c’era il futuro fratellino/sorellina di Rigel.
Nonostante fosse decisamente ansioso all’idea di avere un fratellino/sorellina, Rigel aveva grandi speranze. Sicuramente sarà una sorellina. Nessun dubbio al riguardo. Voto per una sorellina.


[Rem: Dunque, anche se magari alla fine sarà un fratellino, non tormentarlo, e sii suo amico, ok?]


[Rigel: Beh, ciò non sarà un problema se farai una sorellina.]


[Rem: Oh, Dio. Tu sicuramente ricordi qualcuno…]


Dovendo affrontare l’insolenza di Rigel, Rem si mise la mano sulla fronte a evidenziare quanto sfortunata fosse la situazione.
È vero che nel vicinato Rigel aveva la reputazione di essere alquanto irriverente. Aveva una parlantina talmente buona che era difficile credere avesse 6 anni, e ciò era riconosciuto da tutti i bambini della zona.
Ma Rigel sapeva che certe persone avevano una grande influenza rispetto a questa situazione; lui sapeva che molte cose stavano in questo modo soprattutto a causa di suo padre e del suo posto di lavoro.


[Rem: È grandioso che mi abbiano approvato Maternità e Congedo come suggerito da tuo padre, ma adesso che non lavoro, sono veramente annoiata…]


[Rigel: Che stai dicendo con quel pancione? Dovresti fare solamente le faccende di casa.]


Nonostante il sospiro di Rem dato dalla noia, Rigel provava grande rispetto per l’audacia di sua madre.
Questo potrà anche non essere il primo bambino, ma come può una donna incinta essere così calma alla seconda volta? Rigel aveva voglia di andare in giro a vantarsene, ma ciò era già messo abbondantemente in pratica da suo padre, quindi decise di trattenersi.


[Rem: È stata abbastanza dura quando ho avuto te. Questo non è così male a confronto.]


[Rigel: È stata veramente così dura?]


[Rem: Sì, sicuro. Il tuo è stato un parto podalico, e stavo quasi per morire.]


[Rigel: È stata così dura?!]


[Rem: È stato difficile. Anche tuo padre e Zio Halibel stavano per morire.]


[Rigel: Stavano per morire?!]


[Rem: Non erano i soli. Ci fosse voluto un po’ di tempo in più, l’intera città di Banan avrebbe potuto essere distrutta…]


[Rigel: Quanto difficile è stata la mia nascita?!]


A Rigel era stato detto che la sua nascita aveva messo in pericolo l’intera città, e ciò lo sorprese. Io non riesco proprio ad immaginarmelo, ma anche il parto di mia sorella sarà difficile quanto il mio?

 

[Rigel: Riuscirò a rimanere vivo e a vedere mia sorella…?]


Nella sua mente, Rigel promette a sé stesso di usare la Sostituzione insegnatagli da Halibel su suo padre per sacrificarlo nel caso ce ne fosse il bisogno. In ogni caso, il suono del campanile interrompe la vivace conversazione.


[Rigel: Ah, cavoli. Di questo passo sarò in ritardo!]


[Rem: Non è buono per niente. Tieni, prendi il pranzo. Un’altra cosa, Papà si è dimenticato di portarsi il suo, quindi dagli questo per favore.]


[Rigel: Va bene...]


Rigel prese entrambi i pacchetti e stropicciò gli occhi vedendo la differenza tra i due. Uno era taglia bambino. Questo lo poteva vedere. Quello era il suo. Ma, cos’aveva l’altro per essere così grande?


[Rem: Sono uguali.]


[Rigel: Ah lo sono adesso?!]


[Rem: Ho messo la stessa quantità d’amore in entrambi. Preoccuparti per una cosa del genere…Rigel, sei ancora un bambino, eh. Tua sorella sarà delusa dal tuo comportamento.]


[Rigel: Perché è sempre colpa mia?!]


Rigel si imbronciò, dopodiché mise i due pacchetti nel suo zaino
Salutò sua madre, fece per uscire di casa, e…


[Rem: …Rigel.]


Nel momento in cui sentì la voce di sua madre, si fermo e si girò. Sua madre, sorridendo, salutò con gentilezza e disse,


[Rem: Sta’ attento.]


[Rigel: Vado!]


Dopo questo scambio, Natsuki Rigel iniziò a correre verso il Tempio Elementare.


[???: Certo che sei energico anche oggi, Rigel.]

 

[???: Ri-chan, buongiorno.]

 

[???: Buongiorno, Rigel.]


[Rigel: Buongiorno! Buongiorno! Buongioooooorno!]


Correndo verso il centro, Rigel riceveva saluti da ogni direzione. Per Rigel, questa era la città in cui era nato e cresciuto; un ambiente che era a lui familiare. Ma se dovesse dire che per lui ciò era qualcosa di naturale, i suoi compagni alla scuola tempio elementare rimarrebbero sorpresi, quindi apparentemente lui era semplicemente un po’ strano.


[Rigel: Mamma e Papà sembra abbiano fatto un sacco di cose…]


Riusciva a sentire gli adulti conversare come se stessero parlando di una storia straordinaria. Sua madre e suo padre devono essere stati coinvolti in un evento abbastanza grave che scosse la citta di Banana.
Rigel pensava che non fosse vera. Potrebbe sua madre, che è sempre stata una persona riservata tranne che con suo padre, essere stata realmente coinvolta in un evento così tragico? Per suo padre invece, pensava che non fosse poi così strano se si ritrovasse nel bel mezzo di qualche casino.
Immerso in tali pensieri, Rigel…


[???: …Ah, Rigel. Vieni qui.]


Sentì una voce che non sembrava salutarlo. Si fermò e si girò. Tutto d’un tratto, dietro di lui non c’era più una parete nere… ma una persona con un kimono nero.


[Rigel: Zio Halibel!]


[Halibel: Ah ah, era da tanto che non ti vedevo eh, Rigel. Stai bene? Hai saltato gli allenamenti?]


[Rigel: Mai! Infatti non vedo l’ora di fare il prossimo! E te Zio? Perché sei stato via per così tanto tempo?]


Coi capelli arruffatigli dallo Zio, Rigel sorrise al suo tocco non proprio delicato.
Halibel era amico dei suoi genitori, e per Rigel lui era come uno Zio. Nonostante potesse non sembrarlo, Halibel è uno Shinobi e spesso scherza dicendo che è sempre in giro a cercare furfanti per le città-stato del Kararagi, agendo dietro le quinte, assassinandoli.
Nonostante ciò, Halibel è davvero una sorta di Shinobi e sta allenando Rigel in segreto.


[Halibel: Sei veramente bravo, ragazzo. Abbastanza da poter affermare che dovresti seguire i miei passi se Rem te lo concedesse.]


[Rigel: Seguire le tuo orme per diventare una specie di “eterno playboy”? Non credo proprio. Voglio dare una mano a Mamma e mia sorella e fare un lavoro che mi renda orgoglioso come pilastro della famiglia.]


[Halibel: Mi pare di aver già sentito una cosa del genere prima d’ora, e tuo padre?]


[Rigel: Papà è un uomo. È grande abbastanza da poter pensare a sé stesso. Starà bene.]


[Halibel: Ahahahahah! Che diamine, a Su-san non viene proprio dato rispetto!]


Dopo aver alzato le spalle, Halibel scoppiò a ridere coprendosi il volto. Poi, dopo essersi calmato, disse,


[Halibel: Ah…Ah… C-comunque, sto andando da Rem. Sono in ferie per un po’, quindi mi piacerebbe poter essere presente se possibile quando il/la tuo/a fratellino/sorellina nascerà.]


[Rigel: È una sorellina.]


[Halibel: Eh?]


[Rigel: Sarà una sorellina.]


[Halibel: A-ah, sì sicuramente…]


Assalito da un tremendo senso di intimidazione, Halibel annuì confusamente all’affermazione di Rigel. Poi, portandosi il kiseru alle labbra, lo accese buttando successivamente fuori del fumo.


[Halibel: Stai andando al Tempio Elementare adesso, giusto? Sta’ attento. Appena torni ti alleno.]


[Rigel: È una promessa! Prova a non mantenerla e ti faccio ingoiare 100 spilli!]


[Halibel: Oh, che paura. Qualcosa che Su-san direbbe. Sono così impaurito.]


[Rigel: Li dovrai ingerire dal di dietro!]


[Halibel: È mai accaduto qualcosa del genere?!]


Halibel rise fragorosamente in seguito alla precisazione di Rigel, e se ne andò salutandolo.
Rigel era veramente entusiasta di essere riuscito a vederlo di nuovo inaspettatamente, ma ora aveva veramente poco tempo a disposizione. Aveva abbastanza tempo per riuscire a portare il pranzo a suo padre? Non gliene sarebbe importato molto se fosse stata solamente questione di non far stare male suo padre, ma non voleva rendere triste sua madre. Era un bel dilemma.
Quindi, la soluzione…


[Rigel: …è usare la scorciatoia.]


Rigel si concentrò sulla sua fronte, saltò altissimo e volò al di sopra delle strade.

Saltare in alto e assaporare il vento che soffia nel cielo lo faceva stare bene.
All’interno del corno che risaltava sulla sua fronte, il mana si accumulava dall’atmosfera, fornendo il suo corpo di forza. In questo stato, a Rigel sembrava di essere immerso in un senso di onnipotenza tale da poter fare qualsiasi cosa.
Nonostante ciò, dato che sua madre diventava sempre triste quando lui usava il corno, cercava di evitare di usarlo il più possibile. Naturalmente, usarlo in una situazione di emergenza come questa era diverso.


[Rem: Mi dispiace…che puoi avere un solo corno…]


Gli disse una volta sua madre, accarezzandogli la testa nel mentre lui pretendeva di star dormendo. Rigel non riusciva a capire per quale motivo si stesse scusando per qualcosa del genere. Da ciò che diceva, avere un corno sembrava non essere abbastanza, ma non sarebbe un po’ noioso averne 5 o 6?
Lui pensava che avere un corno era un ottimo equilibrio, oltre al fatto che era figo.


[Rigel: Beh, non è che possa sembrare figo in ogni caso dato che ho presa la faccia da papà.]


Rigel, camminando sulle piastrelle dei tetti e prestando attenzione a non romperle, saltava in giro per la città.
Il posto di lavoro di suo padre si chiamava “Gruppo per la promozione della cultura di Banana”, si trovava nella parte est della città, e sembrava pianificassero eventi e festival di ogni tipo, era compito loro rinvigorire la vita della città, o qualcosa del genere.
In ogni caso, il posto in cui lavorava suo padre era fastidioso per tutto l’anno, ed era frustrante dover spiegare ai suoi amici che lui si “occupava di diffondere il rituale in cui devi colpire gli Oni con i fagioli” ogni volta che glielo chiedevano.


Detto ciò, era vero che suo padre era colui che sosteneva la famiglia con il suo stipendio. Pensando che questa fosse la sua opportunità come figlio di ringraziarlo per i suoi sforzi, si concentrò sul portargli il pranzo e…


[???: Ehi, tu.]


[Rigel: Ehh?!]


A mezz’aria dopo aver saltato, Rigel venne chiamato improvvisamente, facendolo spaventare. Guardando alla sua destra e vedendo che c’era qualcuno, venne colto di sorpresa.
Era una persona bellissima. Capelli bianco latte, una veste dal bianco puro e uno sguardo affascinante abbastanza da lasciare senza parole.


[???: Wow, riesco già a immaginare di chi sei figlio. Non è incredibile?]


[Rigel: Co… hyaa!]


Rigel, sorpreso da quel viso stupendo che gli si stava avvicinando sorridendo, perse l’equilibrio in volo. Aveva perso il controllo e, di questo passo, era a momenti dal colpire il terreno.


[???: Attento. Non dovresti saltare in giro se non ne sei capace.]


[Rigel: Ah.]


Era stato afferrato per il collo, forzando la fine della sua caduta. Poi la persona piombò giù continuando a tenere Rigel-Atterrando in una strada deserta.


[Rigel: E-Ehm…]


Dopo aver raggiunto terra, la donna e Rigel si guardarono in faccia a vicenda nel mentre lei lo teneva su. Rigel stava venendo fissato da una donna bellissima che non aveva mai visto prima d’ora e che aveva un buon profumo, e ciò lo rendeva nervoso.
Vedendo Rigel comportarsi in quel modo, la donna sospirò con gioia e disse,


[???: Mi piace proprio. Sì, quello è uno sguardo che vuole uccidere.]


[Rigel: Che vorresti dire?!]


[???: Ohh, proprio come Su. Credo che fosse da aspettarselo. Dato che il tuo viso assomiglia tanto al suo.]


La donna rise con aria folle e lo lasciò andare. Osservando la donna timidamente, Rigel non aveva idea di come risponderle, oltre ad avere un punto interrogativo sopra la testa.
Dato che ha parlato della sua faccia, è sicuramente qualcuno che Papà conosce. Un sacco di persone che Papà conosce sono strane, ma la donna di fronte a me è proprio bella. Una bellezza. No, in ogni caso…


[???: Ehi, non rimanere ipnotizzato solamente perché sono carina.]


[Rigel: Non importa quanto bella tua sia, io ho mia sorella, quindi…]


[???: Ah, ok. Quindi hai una ragazza per la mente…aspetta, una sorellina?! Non è un qualcosa per cui il Karma punisce?!]


Karma… mi chiedo cosa voglia dire. Non capisco le cose complicate. Sono solamente un bambino, dopotutto.


[???: Il karma è quando devi vivere la tua vita in un modo che non può essere cambiato. Lo capirai abbastanza presto. Comunque…]


[Rigel: Comunque?]


[???: Tu sei Rigel, non è vero? Il figlio di Su e Rem. Giusto?]


La donna nominò i nomi di sua madre e suo padre, lui annuì assicurandosi di essere il più cauto possibile. Lei sembrava veramente amichevole. Rigel percepiva che c’era qualcosa su di lei che risultava strano, ma decise di ignorarlo per il momento.
Era probabilmente una di quelle sensazioni per cui non valeva la pena preoccuparsi dopo aver iniziato ad interagire con lei.


[???: …Sono sorpresa. Sei uno interessante.]


[Rigel: Non è quello il tuo karma? Non riesco proprio a comprenderlo, comunque.]


[???: Ah, mi hai scoperto. Ben fatto. …Tu sei l’eroe che ha abbattuto un mostro.]


La donna sorrise, esagerando a tal punto da dire che ha ucciso un mostro. Se questa donna fosse veramente un mostro, allora il mondo sarebbe un posto veramente tranquillo.

[???: E dunque, io offro questo come ricompensa all’eroe che ha ucciso il mostro.]


[Rigel: …? Cos’è?]


Ciò che la donna gli aveva dato era un bracciale composto da filamenti bianchi. Assunse un’espressione ambigua e fece “eheheh” dopo che Rigel inclinò la testa.


[???: Questo è un piccolo regalo. In realtà stavo per darti la mia “sfera di luce”, ma sarebbe stato comunque difficile. Quindi ti dò questo, fatto da un bianco speciale, non nero, così da legarti a me.]


[Rigel: Cosa intendi?]


[???: Se succede qualcosa, verrò subito a salvarti. È a questo che serve. È un oggetto fantastico. Che ne pensi?]


“Verrò subito a salvarti” dice, ma che potrebbe fare questa donna tanto snella anche se venisse veramente?


Quelli erano i pensieri di Rigel, dimenticandosi di come era stato salvato dal salto nel mentre in forma Oni. C’era inoltre questo regalo, ma…


[Rigel: Mamma dice che non devo accettare cose dagli sconosciuti, quindi…]


[???: Ehh?! …S-Stai rifiutando il mio regalo? I-Io ti ucciderò, lo sai?!]


[Rigel: Quella è una minaccia!]


Alla donna iniziò a scendere qualche lacrima, disse qualcosa di pericoloso e Rigel gridò.
Questa ragazza è veramente strana. Sembra più grande di lui, ma parla come se fosse un suo compagno di classe. Oppure come qualcuno di ancora più intimo potrebbe essere…una sorellina. Era come se lui stesse parlando con una sorellina.
Inoltre, lui sapeva che lei non aveva cattive intenzioni. Guardandole negli occhi, lui era in grado di dirlo con certezza. Stava fissando Rigel così intensamente da non farlo sentire a suo agio, e stava cercando di mettere insieme le parole.


[???: Ma…Io…Ti voglio bene. Ti voglio uccidere, però.]


[Rigel: …Io ho una sorellina, dunque…]


[???: L’hai già detto prima! Oltre al fatto che non dovrebbe essere ancora nata!]


Disse a Rigel, respingendolo per essere quasi rimasto ipnotizzato da lei per un momento. La donna impresse i piedi nel terreno con forza, si strappò i capelli dall’irritazione e disse,


[???: Va bene. Va bene. V-A B-E-N-E! Se insisti allora VA BENE! Stavo seriamente per andarmene, ma non più! Ne parlerò con Su!]


[Rigel: Con Papà? Non è un problema, ma Papà è un po’ una scocciatura.]


[???: Lo so. E lo è anche tua madre. Andiamo, Rigel.]


La donna disse questo e iniziò a camminare. Però stava andando nella direzione sbagliata per riuscire ad arrivare a lavoro da suo padre.


[Rigel: È da questa parte.]


[???: I-Io lo sapevooo. Non sei un po’ impertinente? Quanto credi io abbia avuto a che fare con la tua nascita? La città stava per essere distrutta, lo sai?]


[Rigel: Seriamente, che cavolo è successo il giorno in cui sono nato?!]


Rigel, avendo l’impressione che fosse una storia che aveva già sentito da sua madre, fece la domanda con voce impaziente. Dopo aver sentito ciò, la donna si mise un dito sulle labbra e disse,


[???: Ci metterei taaaanto tempo per raccontarti tutta la storia. Molto più tempo di quanto ne serva per arrivare da tuo padre.]


[Rigel: Allora vieni a casa mia. Sono sicuro che mamma ti ospiterà.]


[???: …]


Dopo che Rigel si mise le mani dietro la testa e disse ciò, la ragazza rimase di sasso. Dopodiché ridacchiò e disse,


[???: C-Certo che lo farebbe. Ho comprato quella casa con i regali di addio che mi sono procurata, dopotutto!]


[Rigel: Che legame hai con la mia famiglia…Tu non mi hai ancora detto il tuo nome.]


[Tia: Il mio nome? Ah, Io sono Tia. Io sono…ehm…]


La ragazza sembrava avere a che fare con un po’ troppe cose della famiglia Natsuki. Tia lo stava prendendo in giro. Nonostante ciò non gli dispiaceva, guardandole il suo sorriso affascinante non appena si girò.
Tia, con un gran sorriso, disse allegramente


[Tia: …Io sono…parte della tua famiglia.]


Dopo aver finalmente pronunciato tali parole, si incamminarono verso il posto di lavoro di papà, fianco a fianco.
Prima di accorgersene, Tia iniziò a canticchiare qualcosa con contentezza, e a Rigel sembrò di averla già sentita prima d’ora.


[Rigel: …]


Era una canzoncina che aveva messo insieme sua madre, tempo prima che lui nascesse.
Lei aveva detto che il nome della canzone era “Tia”.
…Quindi, beh, suppongo che debba accettare il fatto che sia parte della famiglia.

 

Un cielo azzurro, una città normale in qualsiasi senso, lo scenario della vita di una famiglia normale.
Quella comune, insostituibile felicità di certo esisteva in questo angolo del mondo.
C’erano cose che sono andate perdute, cose che sono state abbandonate, luoghi da cui si è fuggito, ricordi che non potranno dimenticare neanche se ci provassero…
Nonostante tutti questi sentimenti, loro vivono ancora in questo mondo che è andato avanti.


…E questa è anche la conclusione per uno degli amori di un ragazzo perso che errava in un altro mondo.

 

Traduzione: Vulcan & Ross

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