“Questo è tutto ciò di cui tratta la storia”

 

Re:Zero è una light novel scritta da Tappei Nagatsuki che vede come protagonista Subaru, un diciassettenne giapponese che si trova evocato in un mondo parallelo; per quanto possiamo tutti fantasticare di trovarci in un altro mondo, un mondo ricco di opportunità in cui potersi esprimere liberi da preoccupazioni, sappiamo bene che, in fondo, la nostra prima reazione nell’essere catapultati in un luogo alieno, senza conoscerne né la gente né le tradizioni, completamente soli, non sarebbe totalmente priva di preoccupazione. Saremmo indifesi e vulnerabili senza avere alcun punto di riferimento e non avremmo il tempo di pensare a come ci aspetti, magari, una vita entusiasmante e avventurosa, prima di esserci messi al riparo dalle insidie; eppure Subaru sembra solamente entusiasta, ma questa assenza di esitazione non è una leggerezza dell’autore, né un segno di coraggio o di determinazione, quanto di disperazione.

Subaru è privo di aspettative e vive alla giornata, perciò quando si trova trasportato da un momento all’altro in un nuovo mondo, vede un’occasione per ricominciare da capo e l’incontro con una bellissima ragazza giunta per caso a salvarlo fomenta il suo vagheggiare.

 

 

La morte giunge inaspettata e angosciosa, strappa l’illusoria felicità di mano al ragazzo e lascia persino noi attoniti di fronte alla crudeltà di tutto ciò. Ma la morte di quella ragazza, cui aveva affidato le ultime delle sue speranze, il suo ultimo tentativo di giustificare tutta la sua vita a cui non riusciva a dare un senso… era semplicemente inaccettabile. Persino lì, sul punto di morte, è la disperazione che si fa più sentire e quindi le afferra la mano pronto a dichiararlo.

Sforzarsi, dibattersi per un’illusione, la disperazione ha un tono nettamente diverso dalla depressione di chi ha perso la speranza: un uomo disperato non cessa mai di dimenarsi, anche se consapevole di non potersi salvare, il desiderio e la malinconia rimangono ancorati in lui più che mai; e così Subaru pronuncia le sue ultime parole, e quelle che al tempo stesso daranno inizio a tutto quanto: Ti salverò senz’altro.

 

 

Subaru subisce una profonda evoluzione psicologica durante la storia, comportandosi talvolta in modo apparentemente debole o immaturo, e questo può facilmente inasprire il nostro giudizio sul suo conto; tuttavia, se si cerca di empatizzare, si realizza ben presto quanto siano profondamente ingiuste le critiche non solo nostre, ma anche di molti personaggi, nei suoi confronti. Il potere di tornare dalla morte gli è donato dalla strega più temuta e famosa, ma a lui totalmente sconosciuta, che dichiara di amarlo, eppure è discutibile quanto sia considerabile un’abilità invidiabile piuttosto che una maledizione: anche se può tornare in vita ogni volta, la paura di morire non va affievolendosi con l’abitudine, ma al contrario cresce e diventa sempre più forte, trasformandosi ben presto in un terrore incurabile, questo mentre è condannato a vedere le persone amate e a cui tiene essere uccise ancora e ancora; quel che lo porta a gettare la spugna, ancor più che sofferenza e dolore, è l’inutilità dei suoi sforzi e sacrifici e la consapevolezza di aver ormai perso per sempre le esperienze vissute nella memoria delle persone con cui le ha condivise.

 

Allo stesso modo Subaru maturerà molto nel corso dell’opera prendendo sempre più consapevolezza dei suoi errori e difetti, come l’arroganza dimostrata nell’arco 3, e cominciando a realizzare che le sue azioni non erano sempre per il bene di chi aiutava ma per la sua stessa gratificazione.

La solitudine di non poter condividere il proprio dolore sarà ciò che nel medesimo arco porterà finalmente la maschera di ottimismo e serenità di Subaru a infrangersi, lasciando allo scoperto la sofferenza repressa fino ad allora. Ad esacerbare ulteriormente le sue condizioni mentali si aggiunge il fatto che pochissime persone si sono mostrate amichevoli nei confronti di Subaru: al di là di Beatrice e Ram, il cui comportamento può essere semplicemente considerato come sgarbato, ma che hanno compensato aiutando Subaru là dove servisse davvero, Rem non si è trattenuta dall’ucciderlo in modo lento e doloroso solo perché pregno dell’odore della strega.

Il suo gesto era dettato da un trauma infantile, ma la violenza ingiustificata rivolta a una persona non soltanto innocente, ma che non aveva cercato altro che di instaurare una sincera amicizia con i suoi stessi carnefici è una crudeltà eccessiva e incomprensibile per lui; quella che viene posta su Subaru è un’ingiustizia fatale, non si tratta meramente della morte, non gli è lasciata alcuna via di scampo: indipendentemente da quanto si ponga umilmente e gentilmente, per quanto possa implorare di essere risparmiato, la morte gli è inflitta come punizione per crimini da lui mai commessi, con odio e crudeltà.

 

E quindi, visto come prostrarsi e chiedere pietà non avesse mai salvato Subaru, solo la strega, dopo la morte, offriva un rifugio da quella violenza comparendogli in delle visioni sempre più prolungate e suscitando in lui sensazioni e nozioni mai provate prima e l’infausto presagio che, nonostante il potere donatogli, il suo percorso sia già segnato.

 

 

Fra l’intreccio complesso della trama e i colpi di scena sono presenti in Re:Zero dei temi focali che si sviluppano per tutto l’arco della storia.

Quello della morte è un concetto fondamentale, non semplicemente per l’ovvio espediente narrativo che è l’abilità principale del protagonista, ma soprattutto per il dilemma che viene posto a Subaru ogni qual volta si presenti un problema all’apparenza irrisolvibile: è giusto arrendersi a questo potere e utilizzarlo per raggiungere i propri fini? È davvero accettabile sacrificare la propria vita ancora e ancora scelleratamente? Nel corso della storia Subaru affronterà molteplici momenti critici per la sua crescita psicologica, giungendo alla decisione di evitare la morte a tutti i costi, pur mantenendo la volontà di non compromettere le sue intenzioni: salvare Emilia senza sacrificare le persone a cui tiene.

Ma la chiave del significato di Re:Zero è tutta riassunta nella parte finale dell’episodio 25, quando dopo che le parole di Emilia “Grazie Subaru, per avermi salvata”, appare quasi in risposta il titolo dell’episodio “Questo è tutto ciò di cui tratta la storia”.

Tutto si basa sull’amore di Subaru verso Emilia e della strega verso Subaru, che sono le cause ma anche i fini che muovono su larga scala l’intera vicenda. L’opera è complessa e articolata, ma alla base c’è soltanto una cosa, una dichiarazione di intento che ci era stata posta sotto sotto il naso fin dall’inizio: “Ti salverò senz’altro” (I will definitely save you); è la promessa del primo episodio che non si ferma qui, ma che spingerà Subaru a fare tutto il possibile per Emilia.

Cos’è Re:Zero?

Prima di tutto un romanzo, e una tragedia, d’amore.

 

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