Capitolo 1

 

─ ─ Il mio collo era sul punto di spezzarsi,

Mi ritrovai tenuto giù da un corpo leggero quasi fossi montato come un cavallo.

 

Piccole ginocchia premevano con forza nelle mie spalle mentre io mi dibattevo al di sotto. Un delicato braccio bianco coperto di tagli si delineò nella mia visione. Quei profondi tagli rossi mi ricordavano dei fiori appena sbocciati. Questi pensieri erano davvero fuori luogo.

 

─ ─ Pian piano, pian piano, pian piano il mio collo stava venendo strozzato.

 

 

“────”

 

 

Proprio davanti i miei occhi c’erano un paio di pupille che brillavano di furore.

Furia senza fine e vacua disperazione si allungavano profonde, profonde, in quei grandi occhi rotondi.

“Potrei cadere in quegli occhi senza fine…”.

 

 

“Ah, è…”

 

 

── Badum-badum, badum-badum, badum-badum, erano quelli i suoni che facevo mentre mi dibattevo selvaggiamente.

 

Non è che mi stessi sforzando così tanto per cercare di liberarmi.

I pensieri di una fuga erano già scomparsi da tempo. Quindi i miei sforzi non erano espressione del mio desiderio di vivere, ma solamente un capriccio nato dalla grande sofferenza. Il corpo si opponeva inutilmente di sua iniziativa.

Al cervello mancava ossigeno, la mente aveva perso il suo desiderio di vivere, ma il corpo si dimenava ancora per protesta.

 

Ci sono differenze in ogni cosa, cercare solo l’equilibrio è sbagliato, odio quel modo di pensare.

 

 

Non posso semplicemente morire senza far rumore? Voglio solo morire senza far rumore.

 

 

Il più in pace possibile, come se fossi semplicemente andato a dormire, quello sarebbe il modo più piacevole di morire per me.

 

 

Ma un tale desiderio non si poteva avverare. Lungi dall’essermi concesso, il mio fato doveva essere davvero il completo opposto di quello.

 

 

“Kuh, ku, ku-hu”

 

Con gli occhi spalancati che sporgevano dalle orbite, stringendo i denti e sbavando dalla bocca, con un corpo divenuto debole dopo qualche breve giornata, era in questo stato che mi contorcevo e gemevo come una bestia ferita.

 

 

E’ la mia ultima opportunità, dovrei fare la cosa giusta?

 

E’ la mia ultima occasione, dovrei provarci?

 

Ehi, perché e in che modo sono finito in questa situazione?

 

“── Cos’hai da ridere?”

 

 

Improvvisamente sentì una voce.

A differenza di quei lamenti animaleschi, questo era un suono freddo ma chiaro.

Mentre mi schiacciava la gola, la persona con quegli occhi carichi di rabbia farfugliava con le sue labbra sottili.

 

 

“────”

 

 

Cosa c’è che non va, anche se me lo domandi, non posso trovare la risposta.

Non c’è mai stato niente di divertente qui, quindi perchè lo stai anche solo chiedendo?

 

La domanda mi confondeva. Era un indovinello misterioso e assurdo.

 

Anche se qualcuno mi avesse obbligato a rispondere, non avrei trovato alcuna risposta. Ma nonostante il tempo che ho passato ad aspettare in silenzio, mi sembrava ancora di stare sdraiato su un letto di spine.

 

Quante volte sarà già successo? Vengo ancora sballottato in giro da una qualche forza divina.

 

“—Cos’hai da ridere?”

Non c’è niente di divertente.

 

 

“Huu, heh, hee-hee”

 

 

Allora è la persona che sta chiedendo ad avere qualcosa che non va?

Oppure non ha capito che atmosfera ci fosse, e quindi si sta divertendo?

 

Essere montato da una donna, come se fosse sul dorso di un cavallo, mentre mi strozza sarebbe divertente? Se fosse così allora starei impazzendo.

 

“—Cos’hai da ridere?”

 

 

Non c’è niente da ridere. Anche se fosse, la domanda continua a essere lanciata così ancora e ancora.

Lanciare, non proprio. Da questa distanza non è possibile.

Abbastanza vicino da sentire l’uno il respiro dell’altra, fissando il viso bellissimo della ragazza di fronte a lui, era circondato dalla sua voce. Ricopertone.

 

 

Aveva, senza parole, senza violenza, mostrato chiaramente l’odio nella sua voce.

 

 

“—Cosa hai da-?”

 

Fallo.

Questa domanda che aveva ripetutamente cercato una risposta svanì improvvisamente come nebbia.

 

 

“—Euh”

 

 

La faccia della ragazza di fronte a me improvvisamente si inclinò a sinistra.

 

Il collo piegato non risaliva. Ancora calato di lato, il corpo della ragazza si accasciò sulla neve bianca. Ovviamente, appena il braccio sottile precedentemente avvolto intorno al suo collo si fu allentato, la strada di Subaru verso il soffocamento venne interrotta a metà.

 

Tossendo, salì dalla gola un sapore amaro di sangue.

Polmoni in procinto di collassare si gonfiarono prima di sgonfiarsi ancora, mandando in circolo in tutto il corpo l’ossigeno tanto richiesto. E’ anche questo un riflesso, istinto di sopravvivenza. Se qualcuno semplicemente si rifiutasse di respirare e morisse, allora si potrebbe dire che non starebbe funzionando in maniera corretta.

Domande del tipo: “sarebbe normale per una persona farlo o meno?”. Non voglio discuterne in questo momento.

 

 

“────”

 

 

I sentimenti nel cuore di Subaru che avevano, fino a quel momento, accettato la morte, ora erano svaniti. Erano stati rimpiazzati con il desiderio di vivere al fine di procurarsi più ossigeno, un desiderio ossessivo che non poteva essere ignorato. Disperato, lottando, bramandone sempre più fino al punto di sembrare patetico.

Mentre si trovava così, a riempire incessantemente i suoi polmoni con aria fredda a ogni respiro, lo realizzò.

 

 

“────”

 

 

Nel centro di quella neve soffice che si stava accumulando tutt’intorno, davanti a lui giaceva una ragazza collassata di lato.

La faccia e le guance erano diventate pallide per la scarsa circolazione, alzando la sua bellezza irrealistica a livelli ancora più alti. Quegli occhi bianchi eccezionalmente brillanti erano vuoti e spalancati, un segno rivelatorio che la vita stesse terminando.

 

Guardando attentamente, era una vista che non sembrava adeguata alla neve.

L’uniforme da domestica che mostrava le spalle e le cosce nude, questo materiale di stoffa che dovrebbe parare dal freddo non è lontanamente abbastanza spesso da riuscirci. La nuca, le orecchie e le altre zone facilmente raffreddate venivano colpite dal vento.

Lo stato di quella forma nuda─ per di più, oltre a lei, anche io ero nelle stesse condizioni.

 

“────”

 

─Brividi-brividi, brividi-brividi, brividi-brividi, così questo Subaru fuori posto stava tremando.

Se era il freddo, o la forte malinconia del suo cuore a essere il colpevole, non lo sapeva.

In questa situazione, anzichè preoccuparsi dello stato del proprio corpo, non riusciva invece a distogliere lo sguardo dalla ragazza di fronte a lui.

 

 

“──M”

 

Anche caduta nella neve, con metà del viso sepolto, sembrava ancora bellissima.

Quell’inestinguibile odio e rabbia stavano infiammando il suo corpo snello e lo stavano tenendo in vita, poteva spiegarselo solo così.

Coperta da così tante ferite, era una strano fenomeno che la ragazza fosse ancora viva.

 

 

“────”

 

 

Neve bianca pura, e intorno a lui e la ragazza, giacevano innumerevoli corpi.

Quelle bestie che consumavano la vita, indugiavano in essa, e divoravano l’anima, tutte furono ridotte tutte in cadaveri quando incontrarono la magia di quella ragazza. Quindi, in questo posto, i sopravvissuti erano solo due. Lui e la ragazza, ma due.

 

Anche quelli, in un istante, potevano diventare uno, potevano diventare zero.

 

 

“────”

 

 

“Che sta succedendo”, questo borbottava vicino alla ragazza mentre si alzava lentamente.

Le dita di entrambe le mani erano scolorite. In quelle dita le cui temperature erano calate significativamente, non rimaneva alcuna sensazione. Un debole prurito era l’unica prova che fossero ancora attaccate al corpo.

Scuotendo quelle dita sulle quali non poteva contare, aveva alzato una pietra grande quanto una testa.

Senza ragione o scopo, era solo una pietra che si trovava lì per caso.

Il fatto che fosse riuscito ad alzarla gli portò segretamente molto sollievo.

 

 

Comparando la pietra nella sua mano con la ragazza collassata.

Per un momento pensò che quella pietra assomigliasse alla faccia della ragazza che era caduta.

Lui stesso non sapeva se stesse ridendo. Ma l’ultima immagine impressa nella sua mente non era quella di un demone violento e crudele.

 

Come se l’avesse presa dalle radici, con entrambe le mani aveva alzato la roccia verso il cielo.

 

 

La ragazza dagli occhi rosa chiaro guardando in direzione di quel movimento, disse con una voce fievole ma indiscutibilmente chiara:

 

“──Ti ucciderò, senz’altro.”

 

─Il suono dell’impatto di qualcosa di duro, nella foresta coperta di neve, echeggiò, piano, piano.

 

Echeggiò.

 

 

Traduzione: Vulcan

Check: Tycho & Re:Sub

 

Grazie per aver letto la nostra prima traduzione in assoluto, vi aspettiamo per le prossime pubblicazioni!

 

 

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