Il giorno in cui ho rinunciato a essere Aldebaran

Il giorno in cui ho rinunciato a essere Aldebaran

※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※

 

All’interno della teoria è stato introdotto un personaggio deceduto che compare SOLO nelle STORIE SECONDARIE di Re:Zero e che non si sa se e quando verrà mai animato. Probabilmente non costituirà spoiler in alcun modo per la storia principale.

A tal proposito vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro commento “Chi è Stride Vollachia?

 

Per sapere come funzionano gli spoiler tag, consultate la legenda nella sezione Il Vangelo.

 

※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※

 

Stride, precedente arcivescovo della Superbia, è stato il primo a parlare di osservatori esterni, che dall’alto guardavano ciò che accade per compiacersi, come se fosse uno spettacolo. Sembrerebbe così rompere la quarta parete, perché effettivamente al di là del significato metaforico noi siamo i veri osservatori di Re:Zero, ma senza nessun altro riferimento uno potrebbe prenderlo con leggerezza. Eppure Tappei ci dà indizi ancora e ancora giocando sul fatto di sparpagliarli per tutta l’opera facendoli passare inosservati. Eppure ancora una volta, nella seconda opening di Re:Zero vediamo un solo personaggio rompere la quarta parete, guardando, unicamente lui, nella camera: Aldebaran.

Grande è l’alone di mistero che avvolge questo personaggio che risulta essere probabilmente il più sospettato per l’attuale arcivescovo della Superbia, ma probabilmente è soltanto candidabile. Cerchiamo di ricucire tutti i pezzi:

 

Nella Ayamatsu IF Subaru diventa arcivescovo della Superbia , ma già dalla storia principale sappiamo che Superbia è un posto vacante dal dialogo tra Petelgeuse e Subaru dell’arco 3. La caratteristica di questa IF è proprio che è la route in cui Subaru muore infinite volte al fine di raggiungere il proprio obbiettivo, ancora, ancora e ancora, pronto sempre a rifare tutto da capo. Da qua ne deduciamo che Subaru sia un candidabile per Superbia, ma che lo diventi o meno ha comunque un potere potentissimo che gli consente di tornare dalla morte. Così non sarebbe strano se un altro candidabile per lo stesso ruolo come Aldebaran disponesse di un potere simile, che però è probabilmente a raggio limitato, così come viene dato da intendere sia nell’arco 5, nello scontro contro Capella e dal fatto che è riuscito a comunicare direttamente con lo Specchio di Comunicazione di Regulus (accade solo nella Light Novel), che nella storia secondaria “Il giorno in cui ho rinunciato a essere una stella che segue”.

 

Proprio questo è il nocciolo della questione: Aldebaran vuol dire “colui che segue” in riferimento alla costellazione delle Pleiadi (che i giapponesi chiamano Subaru), quindi sostituendo la formula all’equazione otteniamo “Il giorno in cui ho rinunciato a essere Aldebaran”, dove “Aldebaran” non è ovviamente il suo vero nome, ma quello che gli è stato donato con il titolo di arcivescovo. Tutti gli arcivescovi hanno infatti il nome di una stella, ma sappiamo che a differenza di Subaru, Aldebaran non è un nome proprio di persona, quindi non può essergli stato dato in Giappone, eppure allo stesso modo in quest’altro mondo deve averlo portato qualcuno di giapponese. Notiamo allo stesso modo che si indispettisce quando viene chiamato così quando nell’arco 3 Priscilla si rivolge a lui così chiamandolo e lui le risponde “Ti ho già detto di non chiamarmi con quel nome”, arrabbiandosi parecchio. Infatti di solito anche l’autore stesso, per farlo parlare, scrive “Al” semplicemente. Così ha senso che Aldebaran rimanga sconvolto quando scopre che Rem è ancora viva dopo che ad attaccare il suo villaggio era stato proprio il Culto della Strega, e proprio lei ricadrà vittima dell’arcivescovo di Gola il cui vangelo ha indicato di andare lì, a differenza di Regulus che dice esplicitamente di essersi trovato lì per caso.

 

Allo stesso modo nella storia “Luce sull’acqua” sappiamo che Aldebaran ha un incontro ravvicinato con la strega, di cui, proprio come Subaru, emana l’odore, ma non le riesce a parlare, sdegnandosi con uno scatto di rabbia quando Priscilla fa sparire la sua ombra in maniera sfacciata davanti a lui.

Priscilla stessa è un personaggio interessante di cui abbiamo discusso nella teoria “Arcivescovo della Superbia, Priscilla Barielle!“. Non solo, secondo i calcoli, Stride era lo zio, ma il sospetto che possa essere, come Aldebaran, immischiata nella questione “Superbia” è piuttosto motivato: all’inizo della storia “Il giorno in cui ho rinunciato a essere una stella che segue”, la fedeltà di Aldebaran, diventato il suo cavaliere da appena qualche giorno, era tutto meno che scontata: qui decide in un primo momento di tradirla alleandosi con il marito che stava tramando di usarla come una pedina per ottenere potere con la sua salita al trono, perché la priorità del cavaliere era quella di raggiungere “il suo obbiettivo”. Eppure a un certo punto decide, senza saperne il perché, di rimanerle fedele, facendo una scelta che Priscilla stessa definirà saggia. Alla fine della storia Aldebaran confessa di non sapere lui stesso la ragione della sua fedeltà a Priscilla, le cui parole sono descritte come cariche di potere, notando immediatamente dopo come il fascino di quella ragazza possegga un’aura quasi magica…

Il capitolo termina infatti con la frase di Priscilla “Dopotutto, questo mondo è stato progettato per operare nel modo che mi fa più comodo”. 

 

Questo è probabilmente il momento in cui Aldebaran ha rinunciato al suo titolo di arcivescovo, e ciò spiegherebbe perché Priscilla conosca il nome completo di Aldebaran e lo utilizzi nell’arco 3 con lo scopo di offendere il cavaliere.

Tuttavia pensiamo che la candidata al trono possa avere più probabilmente  l’ancora sconosciuta autorità di Superbia.

 

 

:ringed_planet: Vulcan

:star: Tycho

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *