Ayamatsu IF – Capitolo 9

Capitolo 9

 

—Per Subaru, il vetro che rompeva in mille pezzi faceva lo stesso rumore della fiducia che si frantumava.


“Questo, è…”

 

“Mi dispiace. Mi dispiace davvero. Non volevo farlo. Davvero, non avrei voluto.”


Con la voce tremante per lo shock, l’uomo premeva il gomito sul banco. Tuttavia, falliva a supportarlo e la parte superiore del corpo scivolava giù dal bancone, facendo cadere la sedia mentre collassava sul pavimento del negozio.


Colpite dal corpo in caduta, il bicchiere e la bottiglia sul bancone caddero, frantumandosi contro il pavimento e sporcando l’uniforme bianca dell’uomo con la puzza di alcol.
I suoi arti non riuscivano a lavorare correttamente, la vita scivolava lentamente via. Le labbra diventavano viola, la visione diventava sempre più offuscata mentre sbatteva gli occhi ancora, ancora e ancora, provando ad allontanare il suo incombente decesso.


Subaru guardò il dimenarsi irrequieto dell’uomo per la vita dal suo posto al tavolo.
Il viso dell’uomo era raffinato. Il corpo era agile, e sia il suo portamento quando era entrato nel negozio che il suo modo di parlare quando si rivolgeva al suo amico, erano estremamente eleganti. Sicuramente il più cavalleresco dei cavalieri.


“Sei alquanto in linea con il tuo soprannome di Impeccabile, Julius Juukulius-san.”


“Tu, cane bastardo…”


“Ma, se avessi pensato di più alla tua posizione, avresti realizzato di dover fare più attenzione agli altri.
Sei il cavaliere della candidata alla Selezione Reale più popolare. Devi tenere in conto che non soltanto la tua signora, ma anche tu saresti stato preso di mira. Eppure…”


Subaru si alzò, pontificando su Julius che stava ansimando in agonia, e allungò le braccia. La sua mano si diresse verso la persona sulla sedia vicino a Julius che era caduto.
Orecchie soffici marroni da gatto e un aspetto adorabile. Subaru gentilmente avvicina le loro delicate spalle a lui, e si degna di accarezzargli la testa. E solo per quello, gli occhi di Blu si rilassano in un’estasi ubriaca.


“Fhel, sei… tu…”


“Lo sai che mi ci è voluto uno sforzo notevole a capitalizzare sulla sua sofferenza? Non ho mai pensato che sarei finito in così tanti problemi per la vita di nessuno eccetto quella di lei. Ne è valsa la pena però.”

 

“Che, schema stai…”

 

“Non ha più niente a che vedere con te. Rilassati. La mia ipotesi è che se morirai allora la tua signora non soffrirà alcun danno e le cose le andranno bene. Non so cosa accadrà se ritorna in gioco, però.”


Gli occhi gialli di Julius corsero attraverso un miscuglio di confusione e rabbia, dispiacere e tumulto, dolore e sospetto.
Ma nessuna di quelle emozioni a rotta di collo significava nulla.

 

“Un vecchio amico ti invita a bere, e al primo sorso succede questo. La fiducia è davvero un dolce veleno, Signor Impeccabile. Ci sei affogato, ed è stato un errore di calcolo.”

 

“…le, no.”

 

“Sicuramente è bello essere qualcuno di cui poter essere fieri. In quel modo la vita è così facile da essere invidiabile. Però sei morto.”


Subaru si accucciò e scrutò la faccia di Julius. Non stava neanche guardando Subaru. Non era concentrato sull’uomo che ne aveva deciso la morte.
Ciò che rimaneva nei suoi occhi era la preoccupazione per il suo amico, a cui era stato fatto commettere un crimine contro la sua volontà, e il suo pentimento verso la sua signora assente—

 

“—”

 

“Un cavaliere fino alla fine. Lo detesto.”


Sputò Subaru mentre guardava verso il basso il viso privo di vita di Julius, costretto al silenzio per sempre.

La sensazione nauseante che aveva nel petto proveniva probabilmente dal fatto che Subaru non aveva assolutamente ragione per uccidere il Cavaliere Impeccabile.
Questa era stata la prima volta che Subaru aveva ordinato una morte senza spiegazione.
Non lo addolorava far morire membri del culto o Cardinali. Ma questa volta l’omicidio era stato meramente risultato del suo scegliere la persona più semplice da colpire.


Era meno cauto di Anastasia Hoshin, sempre circondata da guardie, e ancor più importe era il fatto che Blu, che Subaru aveva reso dipendente da lui era utilizzabile per ucciderlo.


“L’ho fatto bene, Subaru-sama?”

 

“Sei andato alla grande. Scusami per averti forzato in tutto ciò.”


Blu chiese a bassa voce a Subaru, stando al suo fianco mentre quello guardava la morte di Julius.
Subaru fece spallucce e gli diede un altra carezza.
Se farlo era abbastanza per calmare la sua mente instabile, allora gli avrebbe dato tutte le carezze necessarie.


“Va bene finché ti aiuta, Subaru-sama. Dopotutto, farlo era necessario per creare il futuro che tu e Sua Altezza desiderate, vero? Vero?”

 

“Sì, lo era. È la ragione per cui non potevamo tenere in vita il tuo amico.”

 

“Sì…”


Il viso di Blue era privo di emozioni, eppure la morte del suo amico sembrava distruggergli la mente mentre si aggrappava alla manica di Subaru, come per riempire il vuoto nel suo cuore.
L’odore di morte permaneva pesantemente nell’aria. Quando,


“—Oh, sei occupato?”


L’entrata di un posto a cui nessuno avrebbe dovuto accedere si aprì, e un uomo dall’aspetto delicato entrò nel negozio.
Per un momento Subaru pensò a silenziare l’ospite, ma fortunatamente, non c’era bisogno di mettere a tacere quest’uomo. Era un membro.


“Sei davvero puntuale.”

 

“Lo sono. Il tempo è finito, e per noi mercanti è denaro.”

 

“Guarda come ti definisci ancora un mercante, audace. Sei più uno spacciatore di morte.”

 

“Non ho davvero una risposta da darti.”


Era un uomo magro con i capelli grigi che si grattava la testa in risposta a Subaru.
Con la sua giacca nera ordinata e una cravatta dello stesso colore sarebbe potuto passare per qualcuno che tornava da un funerale, ma un’ispezione più approfondita avrebbe rivelato l’inoffuscabile odore di morte che ricopriva.
Le sue caratteristiche erano gentili, così come i suoi occhi, ma il modo in cui scrutava ogni cosa attorno a lui rivelava una chiara diffidenza negli altri, e segnalava che era qualcuno che era sopravvissuto a dei massacri.
Ma più di tutto, a Subaru piacevano i suoi occhi tetri. Quelli erano gli occhi di qualcuno che non trovava alcun beneficio nel rimanere in vita, che aveva perso ogni scopo, e nonostante ciò continuava a vivere come un corpo rianimato. Occhi che erano di natura simile a quelli di Blu.


“Il tuo nome è… non penso di averlo mai saputo.”

 

“Non mi sono mai introdotto, né ho intenzione di farlo. Naturalmente, non sono neanche interessato a chiedere il tuo nome, stimato cliente. In questo modo possiamo rilassarci entrambi.”

 

“Be’, hai ragione. Dal momento che non è che diventeremo mai amici.”

 

“Esattamente. Diventeremmo nemici il momento in cui succedesse qualcosa. E non è forse ciò che possiamo vedere qui il risultato di chiamare altre persone amici?”


Chiacchierava l’uomo mentre osservava il corpo prono di Julius, e a Blu che rimaneva avvinghiato a Subaru.
Sia l’acquisizione del veleno e la rimozione del cadavere erano cose che Subaru aveva preparato in collaborazione con quest’uomo. Perché al momento, Subaru stava camminando su delle corde pericolosamente tese.


“Di’ grazie a Russell da parte mia. Conterò ancora su di te per questo. Cioè, sei la sua mano destra.”

 

“La mano destra di quell’uomo è alla fine del suo braccio. Quello che sono io è uno schiavo.”


Certamente ragiona in termini di chiare razionalizzazioni, pensò Subaru apprezzando la risposta realistica dell’uomo. Mentre sentiva anche del rimorso.
Se fossero stati amici, sarebbero stati sicuramente grandi amici.

Traduzione: Vulcan & Tycho

Check: Vulcan & Tycho

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