Ayamatsu IF – Capitolo 6

Capitolo 6

Infilzò la spada nel suo corpo esile, la torse.

La reazione proveniente dal punto in cui la spada lo aveva penetrato lo informò che aveva appena reciso qualcosa di vitale.


E con un sottile raschio nel respiro–
“Non penso che mi crederai quando lo dico, ma.”

“Cosa, t…?”

“Penso che tu fossi fra i migliori in un gruppo di persone sgradevoli, Pete.”


I suoi occhi erano spalancati dallo shock mentre guardavano disperatamente verso Subaru.

La sorpresa rimase con lui mentre si rovesciava lentamente all’indietro e Subaru estraeva la spada dal suo petto. Lo slancio fece inciampare Subaru all’indietro. Respirò pesantemente.
Petelgeuse Romanée-Conti giaceva ai suoi piedi, in una pozza di sangue. Stava morendo, per mano di Subaru.


“È stato un vero sforzo sistemare tutta questa situazione. Per quanto ti comporti da pazzo, sei un po’ troppo meticoloso. Sul serio, sono rimasto bloccato così tante volte.”

“Cosa, di cosa… STAI… PARLANDO?”

“Sto parlando di tutte i tentativi vani che mi ci sono voluti per arrivare fin qui. Voglio dire, vale anche per la pianificazione della mia strategia, ma nello specifico ottenere la mia carta vincente è stato seriamente rischioso. Non hai idea di quanto io sia sollevato.”


Petelgeuse strisciava, concentrando ogni forza nelle sue membra impotenti. Ma gli mancava la forza di rimettersi in piedi, strisciava all’indietro, come se fuggisse dalla morte.
Subaru non doveva fare più nulla. Petelgeuse non aveva molto da vivere.


“All’inizio non potevo vedere la Mano Invisibile, ero in preda al panico per cosa diavolo stesso succedendo. Avere anche a che fare con le tue dita stava ponendo un sacco di problemi… ora, mi sento davvero come se avessi compiuto un’impresa.”

“Grr, aahhh…”


Il sangue che sgorgava da Petelgeuse era il suo ultimo residuo di vita.

Non mostrava segni di arrestarsi, invece aumentava in intensità, Subaru lo guardava dissanguarsi mentre svelava il tutto, con fare da stratega.

La nera, celata Mano Invisibile.
I confidenti di Petelgeuse e la sua riserva extra di corpi, le Dita.
E l’abilità di trasferirsi in quei corpi, la sua Possessione allunga-vita.

Facendo ampiamente uso di tutti e tre, Petelgeuse era stato l’immagine perfetta della sua amata ‘diligenza’ mentre cercava di mettere Emilia alle strette. Abbatterlo aveva richiesto davvero uno sforzo disumano.
Infatti, gli ci vollero più di quattrocento tentativi per arrivare fin lì.


“Il che ti rende la persona con cui ho parlato di più al mondo. So quanto folle possa sembrare, ma ti considero quasi un amico. Vedere come fai di tutto per raggiungere i tuoi obiettivi, giocando tutte le tue carte, cioè, devo dire che sono commosso.”


“Cosa stai dicendo… cosa stai dicendo cosa stai dicendo dicendo dicendodicendodicendo!!”


Proprio alla fine, una forza livida entrò nel suo corpo moribondo. Concentrando tutta quelle energie su di sé, Petelgeuse mise in scena la sua posa morente.

Sputò sangue– letteralmente, mentre gli si riversava dalla bocca, i suoi occhi iniettati di sangue si aprirono mentre si girava verso Subaru.


“Traditore! Traditore che respinge l’amore della Strega! Non puoi, non puoi essere, PERDONATO!!”


Petelgeuse afferrò la sua mano intrisa di sangue.

Non lo stava facendo per attivare la Mano Invisibile. Non aveva senso un braccio invisibile quando è percepibile. Ciò a cui Petelgeuse si aggrappava era–

–In termini appropriati ad uno spirito malvagio, Petelgeuse Romanée-Conti, stava cercando di sequestrare un altro corpo. Il processo che gli permetteva di possedere i corpi di coloro che avevano fondamenta spiritualiste. C’era solo una persona lì che soddisfaceva quelle qualifiche–
“Il tuo corpo è–!!”


Mio! Questo è ciò che intendeva dire, ma Subaru gemette soltanto.

Poi camminò tranquillamente verso Petelgeuse, e diede un calcio al suo volto morente. La forza del colpo gli staccò dei denti – stordito, Petelgeuse si ritirò.
Non era stato in grado di trasferirsi in quel corpo teoricamente sgraffignabile.

La risposta di Subaru non fu a parole, ma dalla sua mano destra alzata– dove, lì sulle dita, aleggiava una fioca luce rossa.

Era un’entità chiamata spirito minore.
Aveva stipulato un contratto con Subaru Natsuki, che aveva fondamenta spiritualiste, uno strumento per illuminare percorsi bui.

Lo Spirito Malvagio Petelgeuse poteva possedere solo i corpi degli spiritualisti che non avevano contratti. Chi poteva sapere quante morti gli ci erano volute prima che Subaru lo capisse.


“Sono stati i tre giorni più lunghi della mia vita. Anche e dal tuo punto di vista non ci conoscevamo affatto da molto…”


“NATSUKI SUBARUUUUUUU!!” “Hai preso di mira Emilia, –Rimpiangilo.”


Petelgeuse sputò un grido di inimicizia, quando Subaru gli diede un calcio al petto e gli fece scivolare la spada sul viso. La lama si immerse nel cranio di Petelgeuse, demolendogli il cervello e la vita.
La soglia della morte resistette ancora un attimo. Subaru caricò il peso sulla spada, dentro Petelgeuse, sospirando.

In realtà molto breve, ma per come l’aveva percepita Subaru incredibilmente lunga, la battaglia con Petelgeuse era finita. Fu pervaso da una sensazione di realizzazione e sconforto al tempo stesso.


“Mmmh? Sembra che anche tu abbia finito.”


Dopo un periodo di silenzio, una voce si rivolse a Subaru.

Si voltò, per trovare una massiccia silhouette che sgusciava tra l’arbusto e il cespuglio– appartenente ad una bestia nera e pelata con la testa di leone e quattro orribili arti, che si avvicinava a lui.
Naturalmente non era la bestia che si rivolgeva a lui. Era la ragazza montata sulla sua schiena, che stava rivolgendo a Subaru uno sguardo ammiccante.


“Sì, ho finito. Grazie, Meili.”

“Nessun problema. Ci paghi, e ti sei preso cura di Elsa. Ma ne sei sicuro? Pensavo fossero tuoi amici.”

“Bisogna chiedersi. Se non avesse provato a uccidermi alla fine, allora forse avresti potuto chiamarci amici con una differenza di età, ma ha provato a uccidermi, perciò… sfortunatamente eliminato dalla lista degli amici, suppongo”


Mentre si ripuliva dal sangue schizzatogli addosso con la manica, Subaru fece spallucce alla ragazza, Mei Lee. Gli mise il dito sul mento.


“Mmmmh. Non sto provando a ucciderti, quindi vuol dire che siamo amici?”

“Seguendo la logica, sì. Io e te siamo amici, Meili.”

“Ahh, yee! Ora, se conti anche Petra e gli altri, ho un sacco di amici!”


Stringendo le mani insieme, Meili scuoteva felicemente le spalle mentre sedeva in cima alla bestia. Il suo atteggiamento infantile fece aggrottare la fronte a Subaru, e la sua dichiarazione circa l’avere degli amici lo stupì.


“Eh, sono sorpreso. È una cosa pazzesca da dire, ma hai davvero degli amici.”

“Li ho uccisi tutti però.”


“—”


Disse Meili, sorridendo un po’, e non sembrando minimamente colpevole.

Uccisi. Quindi probabilmente erano persone con cui era coinvolta tramite il lavoro. Aveva pensato che Meili avesse qualche cosa di infantile ancora in lei, ma ehi, la sua morale era già contorta. Beh, era la sorella di Elsa, quindi cosa si poteva aspettare.


“In entrambi i casi, sei stata davvero d’aiuto dove io non potevo. Se non ci fossi stata, non sarei mai riuscito ad uccidere tutte le dita da solo.”

“Non preoccuparti. Ma, dovevi davvero prenderti il disturbo di assumerci? Avresti potuto chiedere a qualcuno di più adatto, tipo i Cavalieri.”

“Non sarei stato in grado di compiere parte del mio obiettivo se l’avessi fatto.”

“Obiettivo?”


Meili inclinò la testa mentre tentava di sondare i pensieri di Subaru. Ma Subaru non diede ulteriori spiegazioni, abbozzò un sorriso e,

“Il resto di questo discorso è per gli adulti. I bambini come te non hanno bisogno di sentirlo, Meili.”

“Ahh! Cavolo, mi stai trattando come una bambina! Non mi importa più di te, signore, ho chiuso, non mi impoooortaaaa!”


Disse Meili con rabbia, e la bestia iniziò a ringhiare come se fosse stata innescata dalla sua irritazione.
Gli stava aizzando l’animale domestico contro. Ma dopo tutti gli sforzi che aveva fatto per uccidere finalmente Petelgeuse, non voleva davvero fallire questo tentativo.
Sforzandosi di ristabilire l’umore di Meili, Subaru diede del suo meglio a fare da lecchino.

Traduzione: Sofia Scibilia

Check: Tycho & Vulcan

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