Ayamatsu IF – Capitolo 3

Capitolo 3

Le cose andarono in una maniera molto differente da come Subaru le aveva organizzate e da come si aspettasse, si poteva affermare con sicurezza che l’obbiettivo primario di sconfiggere Elsa era stato raggiunto.

 

 

Non aveva predetto la partecipazione di Reinhard, ma vedendo che il suo desiderio era stato realizzato, gli andava più che bene.

 

Ora il problema che avvolgeva l’emblema di Satella sarebbe stato presto risolto. E finché Felt e Rom avessero fallito a riunirsi di nuovo con chi li aveva assunti, Elsa, non avrebbe proposto loro l’impossibile missione di conservare l’insegna. Subaru dubitava che Satella avrebbe ceduto alla rabbia e li avrebbe uccisi.

 

La storia che ruotava attorno alla Casa del Bottino sarebbe stata completata usando il minimo indispensabile numero di personaggi.

Era un risultato desiderabile per Subaru.

E così—

 

“—Perché mai mi aiuteresti?”

 

“Non ho bisogno che tu abbia fiducia in me. Se ti sta bene essere circondata da guardie e perdere ogni possibilità di ottenere vendetta, uccidimi e scappa.”

 

“—”

 

Disse sgraziatamente Subaru appoggiato a un muro, parlando a Elsa che stava accovacciata.

Era coperta di sangue, il suo vestito nero ridotto a brandelli e la sua pelle chiara scoperta. Detto ciò, la sua carne era coperta di ferite terribili che non avrebbero lasciato a Subaru alcun modo di sentirsi minimamente intimorito.

 

E Subaru non aveva comunque interesse sessuale per Elsa.

Aveva semplicemente pensato che sarebbe potuta essere utile, e voleva sfruttare al meglio l’opportunità.

 

“Le guardie ti stanno cercando con occhi omicida. Li ho mal indirizzati da un’altra parte, quindi ci vorrà un po’ prima che ci notino. Le tue ferite?”

 

“Fanno molto male. Molto, molto male, potrei morire. Huhu, è meraviglioso.”

 

“Ecco un sentimento che non capisco. Sarebbe problematico se mi morissi così, sto cercando di raggiungere uno scopo qui.”

 

Subaru aveva deviato i suoi stessi piani, correndo un pericolo per mal indirizzarli così che Elsa potesse vivere.

Se fosse morto qui, o fosse stato catturato dalle guardie che cercavano Elsa, questa route spontanea in cui Satella sopravviveva sarebbe stata ridotta in polvere.

Ma, se ciò fosse accaduto, sarebbe solo significato più lanci di dadi per far sì che questi eventi si realizzassero pian piano di nuovo.

 

“Puoi aprire un cammino nella sezione a sud-est dei bassifondi? Potrò riunirmi con la mia sorellina più piccola se lo farai. Lei tratterà le mie ferite e mi preparerà una via di fuga.”

 

“Sorella! Hah, hai una sorella, è sia logico che una tragedia completa.”

 

Probabilmente non si fidava di lui, e se si fosse fidata sarebbe stato comunque disgustoso, ma a ogni modo le informazioni di Elsa significavano che Subaru poteva calcolare dei modi per superare questa situazione difficile.

 

La loro fuga li aveva già portati piuttosto a sud. Non ci sarebbe voluto molto per spostarsi nel luogo di cui Elsa stava parlando.

Usando solamente le monete d’oro possedute da Elsa, Subaru corruppe i residenti dei bassifondi affinché intralciassero la ricerca delle guardie e li indirizzassero in una direzione sbagliata. Nessun problema.

 

“Quello che non capisco è il tuo obbiettivo in tutto questo.”

 

“Volevo soltanto porti in debito nei miei confronti. Potrebbe essere utile averti a disposizione un giorno.”

 

“Un debito. Che strano. —Eppure sei così impaziente di uccidermi.”

 

Subaru dovette sentirlo mentre prestava una spalla a Elsa aiutandola a fuggire. Gli occhi bui di Elsa osservavano Subaru, provando a scrutare i suoi sentimenti. Ma aveva già appurato che non c’era nulla da scrutare. La risposta che ottenne dallo sguardo cupo di Subaru era esattamente quel che aveva intuito.

 

Subaru avrebbe volentieri ucciso Elsa ora se fosse stato possibile. Ma non sarebbe riuscito a battere neanche un’Elsa morente considerate tutte le possibili diramazioni, e oltre a ciò era un’idea avventata.

Subaru sentiva di essere stato posizionato su un lato della scacchiera orrendamente asimmetrico.

Era una battaglia che presupponeva che considerasse ogni metodo possibile, sopportasse ogni prova ed errore, e facesse le mosse migliori.

Si immagina paragonare allo shogi, dove muovere pezzi in maniera casuale non può mai portare alla vittoria.

Se è possibile, cambia nemici e alleati. Se c’è l’opportunità, non esitare ad alterare le tue circostanze.

Per questo doveva utilizzare anche quelli che aborriva e avrebbe piuttosto ucciso.

 

“Voglio ucciderti. E ti ucciderò un giorno. Ma non ora.”

 

“Capisco.”

 

Non valeva neanche la pena di nasconderli. Subaru rivelò i suoi veri sentimenti a Elsa.

Se Elsa fosse stata qualcuno di più prudente, avrebbe ucciso Subaru immediatamente per calmare qualche ansia futura.

 

Ma Subaru era sicuro che non lo avrebbe fatto.

 

Era una fiducia intrisa di sangue, quella che Subaru aveva guadagnato nei confronti di Elsa attraverso più di ottanta morti.

 

“Meraviglioso. Tu e io siamo legati dall’odio. Un giorno, sì. Proverai di aver ragione. Ed è molto, molto delizioso.”

 

“—”

 

Le labbra impregnate di sangue di Elsa si rilassarono, sorridendo come una ragazza con una cotta.

Con quel sorriso così vicino a lui, dal profondo del suo cuore, Subaru pensò: disgustoso.

 

 

 

 

Traduzione: Vulcan

Check: Tycho & Okarin

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