Ayamatsu IF – Capitolo 11 + 12 [FINALE]

Capitolo 11

 

L’Inferno inghiottì la Capitale. Subaru sussultò per il dolore, fissando il cielo.
Si sentiva molto sveglio. Il dolore pungeva, ma portava la sua mente alla sobrietà piuttosto che all’offuscamento.


Tutto, da quello che era successo alla sua ragione di essere qui, era vivido.
Tra le sue braccia, Subaru cullava Meili immobile.
I suoi occhi aperti privi di vita, fissavano un luogo inesistente in questo mondo. Il suo atteggiamento sfacciato, la sua voce inutilmente zuccherina, il suo comportamento da capricciosa quando veniva trattata come una bambina da Subaru.


-Dopo tutto. Era qui che Subaru era giunto dopo il Ritorno dalla Morte.
Il punto del Ritorno dalla Morte poteva cambiare, ma Subaru non era mai andato più indietro di così.
È qui che si era spostato il punto di partenza di Ritorno dalla Morte, e siccome Meili tra le sue braccia era ormai un cadavere, la sua vita non poteva più essere salvata.


Consapevole che stava solo consolando il proprio cuore, Subaru chiuse dolcemente gli occhi a Meili. Non aveva alcun diritto di pregare per la felicità dei morti. Le sue mani erano troppo sporche di sangue.

E lo stesso valeva per Meili. Aveva commesso così tanti peccati che non poteva sperare nella pace dopo la morte. Accumulando peccati su peccati, le catene che collegavano il gruppo di Subaru all’inferno non si sarebbero mai sciolte.


“Ma, comunque…”


Un incontro con la morte non poteva essere motivo per rinunciare.
Non era forse arrivato qui morendo più e più volte? Più di mille, diecimila volte.
Vita denigrata e vita profanata, avido di esaudire il proprio desiderio, così era giunto fin qui.
Aveva sfiorato più volte la rottura sotto l’agonia della morte. Ma ogni volta che lo faceva, un incendio dilagava nel suo cuore.


Quel primissimo fuoco, il tocco di quelle dita, è ciò che aveva permesso a Subaru di raggiungere questo punto.
Era a un passo dal realizzare il suo desiderio più profondo.
Aveva accumulato vittime, sacrifici, per arrivare finalmente a questo punto.
E ancora…


“-Non andare oltre.”

La voce scendeva, viziosa, dall’alto.
“Il fuoco inghiottiva la Capitale” non era un’affermazione figurativa. Il volto che apparve in cima a quella collina, come se ammassando il fuoco furioso in se stesso, sembrava abbagliante.


“Reinhard, van, Astreaaaa….”


“Sembra che io non abbia bisogno di presentarmi. Neanch’io ho molto da dirvi”.


Gli occhi blu di Reinhard trafissero Subaru inginocchiato.
Il luccichio nei suoi occhi era diverso da quello che Subaru aveva visto molto tempo fa, carico di emozioni.
Quest’uomo, che era rimasto calmo di fronte ad un massacro, stava indirizzando, verso Subaru-


-un’emozione così intensa da essere quasi indescrivibile, abbagliante di odio.


“Quindi sei capace di odiare, dopo tutto, Santo della Spada!”

“Me ne sorprendo anch’io. Non pensavo che questi sentimenti esistessero in me.”

 

“Così hai scoperto un nuovo te stesso. Congratulazioni. Buon compleanno, Reinhard”.

 

“Purtroppo oggi non è il giorno della mia nascita. Ma sarà il giorno della tua morte.”

 

Subaru poteva blaterare quanto voleva. Un uomo del calibro di Reinhard non si sarebbe fatto scoraggiare.
Colpito dalla condanna a morte rivoltagli da qualcuno della razza di Reinhard, sorse un sorriso sul volto di Subaru. Aveva distrutto quel suo volto imperturbabile, e tirato fuori le emozioni sepolte lì dentro. Subaru sapeva che era del tutto inutile, ma rimaneva l’unica cosa di cui potesse vantare la vittoria.

 

“Non farmi ridere, Reinhard! Santo della Spada! Difensore del regno! Saresti il cavaliere che protegge il Regno di Lugnica!? Hai protetto forse qualche regno? Forza rispondi!”

 

“-“

 

Subaru gridò, braccia aperte, sputi che volavano.
I due erano uno di fronte all’altro, fuori dai cancelli del palazzo. Tutto ciò che della Capitale era visibile da questo punto era inghiottito dalle fiamme – o meglio, non si trattava solo della Capitale.

 

L’incendio infuriava su tutto il territorio del Regno di Lugnica.
Non importa quanto forte fosse Reinhard o quanto fosse un cavaliere superbo, cosa poteva fare da solo?
Non poteva fare nulla. Era la conclusione di Subaru.

 

“Questo è il mio regalo per te! Una trappola che ho preparato per ucciderti!”

 

“Per uccidermi …?”

 

“Quante volte! Credi che abbia cercato di ucciderti!? Quante volte, decine e centinaia e migliaia di volte, pensi che ti abbia affrontato!?”

 

“-“

 

Le urla incomprensibili di Subaru portarono le guance di Reinhard a irrigidirsi confuse.
Non capiva.

 

Nessuno tranne Subaru avrebbe mai capito.

 

Subaru aveva già superato ogni forma immaginabile di esperimento per uccidere Reinhard.
Aveva studiato Reinhard van Astrea, lo aveva studiato a fondo, aveva testato ogni idea a cui potesse pensare, armeggiato con i suoi piani, utilizzato ogni traccia possibile e immaginabile nel tentativo di eliminarlo.

 

Ma indipendentemente dai metodi usati, Reinhard lo aveva surclassato. Come se Natsuki Subaru fosse debole, una mente debole, come se la sua stessa presenza non potesse influenzarlo minimamente.Subaru aveva sacrificato Elsa, aveva sacrificato Meili, aveva sacrificato Blue, aveva sacrificato l’uomo che forse avrebbe potuto essere suo amico, aveva sacrificato il clown che aveva proclamato di essere il suo co-cospiratore, il Culto delle Streghe, i Cardinali, aveva commesso ogni crimine e ingiustizia e iniquità, e ancora non era in grado di uccidere Reinhard Van Astrea.
E così. Non avendo modo di recidere l’ancora di salvezza di Reinhard, Subaru si decise.

 

“Sto uccidendo chi sei come cavaliere. Lascio cadere il tuo ostentato nome di Santo della Spada a terra, calpestandolo coi piedi, gettandoci sopra sputo e muco!”

 

“Tutto ciò, solo per questo.”

 

“Solo per questo! Sì, l’ho fatto, solo per questo! Solo per questo ho usato le vite di tutti quelli che c’erano, per farti cadere a terra!”

 

Subaru pose il corpo di Meili a terra, puntando Reinhard con il dito.
Reinhard non poteva nascondere di essere scosso. Si vedeva chiaramente.

 

“Sei un eroe, Reinhard. Non è possibile per me assassinarti. Ma posso uccidere un eroe. -E questo è come ucciderti, Reinhard.”

 

“-“

 

Subaru si vantò, con voce esaltata, del Reinhard messo a tacere.
Aveva lavorato duramente, aveva tentato tanti piani, sacrificato così tante persone, versato sangue, accumulato morti e finalmente, con Meili che lo aveva protetto prolungando la sua sopravvivenza, finalmente, Subaru era riuscito ad affrontare Reinhard in questo modo.
Dopo aver accumulato tanti sacrifici, finalmente, era riuscito a stare sullo stesso palco di Reinhard.

 

“…Perché?”

 

La brezza calda spazzò via il precedente impeto di Subaru. La sua voce quando parlò era fragile.

 

“Perché sei così forte? Perché sei così forte, perché ho dovuto lasciarli morire, per eguagliarti?”

 

Voce tremante, intrisa di singhiozzi. Sentirlo portò il viso di Reinhard a irrigidirsi.
Sicuramente non aveva idea di cosa diavolo stesse pensando Subaru. Certo che no. Nemmeno Subaru ne aveva idea ormai.
Non sapeva perché stesse piangendo. Quanto tempo era passato dall’ultima volta che aveva versato lacrime?

 

Certamente quel giorno, in cui era stato portato in questo nuovo mondo, era stato l’ultimo.
Le lacrime del giorno che aveva portato Natsuki Subaru a questo spettacolo di fiamme erano state le ultime.

 

“Vorrei poter essere stato come te. Vorrei essere stato onesto come te, abbastanza forte da salvare tutti come te. Penso che tu sia invidiabile. Penso che tu sia spregevole.”

 

“Tu…”

 

Scorrendo insieme alle sue lacrime arrivarono i veri sentimenti di Natsuki Subaru.
Di nuovo in quel primissimo giro nella Capitale, quando Natsuki Subaru aveva assistito all’uomo che lo aveva liberato da un ciclo infinito.

 

-Allora, Subaru era stato geloso di Reinhard.

 

Sventrato molte volte, aveva sofferto il dolore della morte, ma ancora incapace di cambiare nulla, il cuore di Subaru divenne lacerò rapidamente, la sua pelle esterna si staccò e poi, praticamente per coincidenza, come se calciando un sasso fuori dalla strada, aveva alterato quel destino così facilmente.
Subaru aspirava ad avere quella forza, la invidiava, la disprezzava, la detestava.

 

“… Volevo essere te, Reinhard.”


“-Non ti capisco.”

 

Reinhard scartò l’onestà di Subaru come un inutile schiaffo.
E aveva ragione. Reinhard, eroe, aveva sempre, sempre ragione.

 

-Dov’era accaduto l’errore? A che punto Natsuki Subaru aveva sbagliato?

 

Non lo capiva. Anche se in realtà lo sapeva. Ma nessuno sarebbe in grado di capirlo.
Ed era per questo. Ed era esattamente per questo.
Natsuki Subaru era, ormai da molto tempo, un pazzo irrimediabile.

 

“-“

 

Reinhard strinse gli occhi e si chinò. Non stava cercando una spada. Significava che nemmeno un’arma sarebbe stata necessaria a sconfiggere Subaru.
Aveva ragione, aveva assolutamente ragione. Un suo colpo avrebbe lacerato il fragile corpo di Subaru disintegrandolo.
Quindi, il meno, il meno possibile…

 

“-Non pensi che sia troppo presto per arrendersi?”

 

“Tu!”

 

Nell’istante in cui Reinhard iniziò la sua carica, una sagoma nera piombò fra loro.
Un rumore risuonò nel momento in cui Reinhard incontrò il taglio della sagoma con la mano, tenuta piatta e aperta come una lama.
Era stupido. Come può incontrare un coltello oscillato con così tanto slancio usando la mano? Il coltello andò in frantumi. È stupido. Perché il coltello si stava spezzando?

 

“Sei veramente fuori dalla norma, vero?”

 

Elsa, ricoperta di sangue, girò in aria prima di atterrare sulle mani e festeggiare.
Subaru pensava che fosse morta. Pensava di averla usata come pezzo degli scacchi per creare questa situazione, credeva che la sua vita si fosse ridotta a nulla e aveva agito con riguardo. E ancora.

 

“A quanto pare non sono morta. Sebbene in questa situazione, mi sembra di essere arrivata di nuovo soltanto per rivisitare la morte.”

 

“Elsa …”

 

“Allora Meili è morta. La mia povera sorella.”

 

Notando Meili che riposava a terra, Elsa borbottò tristemente.
Ma cambiando marcia in un batter d’occhio, girandosi per affrontare Reinhard come si deve.

 

“Sembra che anche tu sia il nemico di mia sorella. Balliamo?”

 

“Hai già perso la tua arma. E sei consapevole di chi stai proteggendo esattamente?”

 

“Le materie difficili non sono le mie preferite. Faccio quello che voglio fare. Quest’uomo dietro di me mi lascia fare cosa voglio fare. Questo lo rende un cliente prezioso.”

 

Leccandosi le labbra, Elsa diede una risposta basata su una logica che solo degli assassini avrebbero capito.
Reinhard ingoiò il fiato e si preparò ad affrontare Elsa come suo avversario.

 

“Questa sarà l’ultima possibilità. Mi sono divertita. È stato meraviglioso.”

 

“Elsa! Io..!”

 

“Addio.”

 

Come lei, l’addio giunse senza attese e senza alcuna considerazione per le idee di Subaru.
Subito dopo, Elsa saltò con destrezza animalesca in una danza verso Reinhard, l’eroe e il macellaio impegnati in un furioso combattimento per concludere in breve tempo l’ultimo pasto sanguinolento di Elsa Granhiert.

 

“-Fanculo!”

 

Subaru non poteva morire qui.
Distogliendo lo sguardo dalla battaglia di Elsa e dal cadavere di Meili, si precipitò giù per la collina.
Gli effetti della battaglia echeggiavano dietro di lui, lontani.
Gli edifici crollavano uno dopo l’altro in tutta la capitale in fiamme, con urla e lamenti che si propagavano attraverso questo inferno. Bambini che chiamavano genitori, genitori che gridavano per i figli, uomini che chiamano donne, donne che invocano uomini tutto nello stridente pandemonio di questo inferno.

 

Sì. Quello era l’inferno creato da Subaru.
Aveva creato questo inferno, distrutto la falsa immagine di Reinhard e raggiunto il suo obiettivo.
Tutto ciò che rimaneva era…

 

“S-sei…”

 

“-Ssss”

 

Subaru inciampò, quasi inciampò e cadde, quando un’enorme bestia lo afferrò con la bocca e lo lanciò sulla sua schiena. Subaru si aggrappò disperatamente quando la sua pelle nera irruppe nella sua vista, accanto al suo feroce viso leonino.

 

“Tu sei … ma Meili, è morta …”

 

Era una delle magibelve controllate da Meili, che trasportava Subaru in questa corsa attraverso la capitale in fiamme.
Il feroce Guiltilaw scattò con Natsuki Subaru sulla schiena. Non aveva più un padrone e non aveva alcun obbligo di obbedirgli – ma Guiltilaw lo portò comunque, sforzandosi con tutto se stesso.

 

“Per favore, trovala. Deve essere da qualche parte…”

 

Subaru pregò, desiderando che Guiltilaw facesse un miracolo.
Come chiamare questo sentimento nel suo cuore? Sollievo? Dimissioni? Costretta da emozioni criptiche, la mente di Natsuki Subaru oscillava tra coscienza e incoscienza ma ciò che lo colpì davvero fu ciò che accadde dopo.

 

“-È abbastanza.”

 

Gli affilati spuntoni di ghiaccio che colpirono Guiltilaw al fianco.
Guiltilaw gemette, inciampando sui suoi stessi piedi prima di schiantarsi a terra. Cadendo assieme alla bestia, anche Subaru batté contro la carreggiata di pietra.

 

“Ghau … cosa, era…”

 

La sua vista si offuscò per il dolore mentre strinse gli occhi e li aprì, guardandosi intorno per vedere cosa è successo.
Scoprì che Guiltilaw si era rialzato, con innumerevoli ghiaccioli infilzati nel suo lato sinistro mentre affrontava una sagoma avvolta in una luce fioca, che stava iniziando a caricare.
Guiltilaw alzò la sua zampa feroce, ruggendo. Forse era per la sua dignità di magibelva, o per orgoglio in quanto ultimo animale ad aver obbedito fino alla fine alla giovane Meili.

 

Il suo colpo era più che abbastanza forte da fare a pezzi un essere umano se fosse riuscito a colpirlo.
Tuttavia, prima che il colpo potesse atterrare, un singolo ghiacciolo tagliente precipitò…

 

-infilandosi fra le fauci aperte di Guiltilaw, infilzandogli la gola prima di entrare nel suo petto, e infine perforando il suo sedere, trasformandolo in uno spiedino di magibelva istantaneamente.
Subito dopo l’attacco rovinoso ma non ancora letale, l’aria riecheggiò, scoppiettante mentre il gelo bianco si diffuse su tutto il corpo di Guiltilaw, trasformandolo in una scultura di ghiaccio.
Dopo aver assistito alla fine di Guiltilaw, Subaru si alzò lentamente.

 

Non poteva alzare il braccio sinistro. Forse si era slogato nella caduta. Avrebbe dovuto far male al punto da farlo scoppiare in lacrime, ma il suo cervello non lo percepì.
Dopotutto. Se Subaru avesse iniziato ad urlare ora, qui, avrebbe rovinato tutto.

 

“…Basta così, furfante.”

 

I due si fronteggiarono, il paesaggio urbano bruciava da entrambi i lati, una bestia magibelva congelata li separava.
Occhi ametista ardenti di dovere e indignazione incontrarono occhi scuri carichi di gioia irrefrenabile.
Capelli argentati di tonalità lunare, occhi ametista dal taglio raffinato. Il suo volto celeste elettrizzò per sempre il cuore di Subaru e il suono argenteo della sua voce come quello di una fata.
Quello che aveva perseguito, cercato, bramato, mai smesso di amare il suo volto, era lì.

 

“-Emilia.”

 

“Sai chi sono?”

Le sopracciglia di Emilia si inarcarono per la sorpresa. Vederlo fece ridere Subaru.


Esattamente in linea con le sue idee – no. Esattamente in linea con la sua prima impressione di lei, quando si erano incontrati avventurandosi insieme per la capitale.


Non aveva la minima idea di quanta attenzione nazionale fosse concentrata su di lei, essendo una candidata alla selezione reale. Non che le mancasse consapevolezza di sé, semplicemente ha bassa autostima.


Nonostante sia conosciuta in tutto il mondo come l’eroina che ha catturato Accidia, Avidità, Gola, Ira e la Lussuria del culto della strega, mali che hanno tormentato e massacrato la gente di questo mondo per ere.
E il suo curriculum avrebbe, in questo giorno, in questo istante, raggiunto il suo completamento.


“C’è qualcosa di divertente?”


“No mi dispiace. Solo, come dire, sono felice. È il tipo di cosa per cui, beh. Non sei cambiata un filo, quindi mi sembra di essere stato ricompensato.”


“Cosa intendi? Quando mai io e te…? “


Emilia tentò una frenetica ricerca dei suoi ricordi.


Ma Natsuki Subaru non esisteva da nessuna parte nella sua memoria.
Ovviamente no. Il loro breve incontro permaneva soltanto nella mente di Subaru. E quel temporaneo appuntamento da solo fu ciò che portò Natsuki Subaru qui.


“Sei…”


“Lia, non va bene. Non prendere sul serio niente di quello che dice. “


“-Puck, eh.”


Emilia cercò qualche indizio nei suoi ricordi. Ma venne interrotta dal gatto grigio che apparve sulla sua spalla – uno spirito, che Subaru ricordava bene.


I suoi ricordi di quel giorno erano lontani. Ma questo è esattamente il motivo per cui aveva trascorso ancora più tempo pensando a quel giorno piuttosto che ricordandolo individualmente.
È inconcepibile che si dimentichi di qualcuno che ha occupato una parte di quella memoria.


“Che carino da parte tua chiamare il mio nome così tranquillamente. Con quanto sono sgargianti i tuoi crimini, stai pensando di pagare un riscatto sufficiente per risolvere i tuoi peccati?”


“Pagherò un riscatto. Esattamente quello che vuoi. Non c’è modo per me di scappare in ogni caso.”


“–? È piuttosto sportivo da parte tua. Sospetto.”


Subaru aprì la cerniera della sua tuta e allargò le braccia, mostrando di non porre resistenza.
Tuta. Sì, la tuta da ginnastica. Quella tuta che, fino ad oggi, aveva tenuto sigillata e ora indossava. Aveva in testa che se voleva una riunione con Emilia, questo sarebbe il modo migliore.
Il tutto mentre bramava il giorno in cui avrebbe indossato questo vestito e sarebbe finito di nuovo davanti a lei.


“Quello che sto per dirti è il discorso di una persona pazza che divaga. Per favore, non ricordarlo.”


“…eh?”


“Sono io che ho dato fuoco alla Capitale. E non è solo alla capitale, questo fuoco è destinato a bruciare l’intero paese. Nessuno potrebbe proteggersi da esso. Questa è causa della nazione e dei cavalieri che la proteggono che stanno gestendo male la situazione”.


Il discorso incerto di Subaru confondeva notevolmente Emilia. Puck sembra incerto se fermare il discorso di Subaru,ma interruppe il suo attacco dopo aver visto la condizione di Emilia. Grato per questo, Subaru continuò.


“Il prestigio di Reinhard come santo della spada è caduto sulla terra. Dal momento che non sappiamo cosa abbia avviato il patto che ha lo scopo di proteggere il regno di Lugnica, il Drago non la salverà. È qualcosa che ho provato un sacco di volte, quindi è decisamente giusto. Alla fine, Reinhard e il Drago sono uguali.”


“Bruciare il paese? Stai bruciando il paese? Per provare a distruggere questa nazione?”


“No, sbagliato. Lo sto facendo per farti diventare il suo Sovrano. È l’unico modo”.


“-“


Un sorriso sorse sul viso di Subaru, mentre gli occhi di Emilia si spalancano, totalmente scossi.


Non c’era modo che qualcosa di quello che Subaru stava dicendo potesse aver senso per lei.


Siccome aveva iniziato descrivendolo come sconclusionato, non gli importava se non lo stava comunicando correttamente.


Si trattava del desiderio più profondo di Subaru, se mai avesse prodotto risultati.


“Fiamme di morte che spingono la nazione alla sua distruzione – chi ucciderà il colpevole non sarà Reinhard, non sarà il drago, sarai tu. Nessuno dei candidati alla selezione rimasti può conseguire qualsiasi impresa sufficiente a superare questo. L’eroe che ha superato quattro secoli di stallo e ha salvato il mondo!”


“Quello, non è … che diavolo stai dicendo !? Smettila, non capisco! Non capisco niente di quello che stai dicendo!!”


Emilia si strinse la testa tappandosi le orecchie, cercando di tenere fuori le parole di Subaru. Con le lacrime agli occhi e quando vide lacrima lasciare una traccia lungo la sua guancia pallida, un dolce shock colpì il petto di Subaru.


In parte è colpa sua per averla fatta piangere. In parte è dovuto al fatto che le sue azioni hanno scosso il suo cuore e la sua conseguente oscura allegria.


“Non devi capire. Va bene che tu non capisca. Tutto ciò che verrà dopo sarà risolto quando gli altri ti incoraggierano di loro iniziativa. A quel punto dovrai solo esaudire il tuo desiderio. Questo è l’unico motivo per cui ho dato fuoco al paese. Era tutto per te.”


“Bugiardo, bugiardo, bugiardo! Voglio dire, io …tu, come mai, tu … “


Emilia si lamentò per la devozione che non aveva mai previsto e per le offerte che non aveva mai desiderato.


È inevitabile che tu sia triste. È inevitabile che lei non possa capire.


Subaru sapeva di star sbagliando.
Subaru sapeva di aver sbagliato.
Subaru sapeva che in questo modo non avrebbe portato gioia ad Emilia.


Ma questo era l’unico modo che possedeva.


Concedi il desiderio di Emilia, nomina Emilia Sovrano e dimostra i tuoi sentimenti per Emilia.
Con queste cose in mente, e sapendo fin dall’inizio che aveva torto, Subaru lo ottenne.


E così Natsuki Subaru rise. Sorrise.


“…Guardami, Emilia. Guardami, detestami, ricordati di me. “


“Tu chi sei? Chi diamine sei…? “


Chiese Emilia, la sua voce tremava, mentre Subaru le si avvicinò lentamente con le braccia spalancate.


Subaru chiuse gli occhi.


Sembra che lo desiderasse da sempre.


Desideroso di rispondere a quella domanda in presenza di Emilia, da sempre…


“-Mi chiamo Natsuki Subaru.”


“Su.. baru…”


Il solo sentire quel debole richiamo del suo nome fu sufficiente affinché un flusso di emozioni lo attraversasse.


Emozione così grande che, da solo, Subaru era completamente soddisfatto di essere giunto fin qui.


Con quei sentimenti nel suo cuore e pregando di finire questa frase senza che la sua voce tremi


A causa sua-


“-Cardinale del Peccato del Culto della Strega, Vescovo della Superbia, Natsuki Subaru!”


“Cardinale…!”


Dando la migliore presentazione possibile, Subaru mise tutta la sua forza nelle gambe,


concentrò tutta la sua forza dispersa in un punto del suo corpo per lo sprint finale della sua vita.


Aveva sacrificato molte persone, maltrattato coloro che forse potevano essere suoi complici, trovato conforto in quelli con cui forse aveva legami, e ora finalmente era arrivato a questa cara ragazza…


“Sono l’uomo che ha bruciato il mondo, scosso il paese, piegato il suo eroe e che…”


“-“


“…tu ucciderai.”


Sentendo l’impatto della lancia attraverso il suo petto, Subaru sorrise.


Cadde in ginocchio, incapace di sostenersi prima di crollare, rotolando.


Non raggiunse mai Emilia mentre il suo corpo venne lanciato senza grazia sulla pietra.


“Perché?”


Subaru chiuse gli occhi, pronto ad accettare la fine, quando qualcosa lo spinse a sollevare le palpebre.


Emilia era in piedi al suo fianco e lo osservava. Una delle lacrime che le scorrevano dagli occhi atterrò sulla guancia di Subaru, facendogli aprire gli occhi.


“Perché?”


Domande ripetute e sovrapposte.


Cosa diavolo potrebbe significare questo “perché”, si chiese Subaru.


Perché hai fatto questo?
Perché ha doveva essere così?
Perché sei venuto qui per morire per me?


Ci sono sicuramente molti “perché” in questa domanda.


E vorrebbe rispondere a tutti, ma a Subaru restava scarso tempo.


Quindi lasciò che il suo ultimo respiro portasse la sua risposta.


“-Ti amo.”

Capitolo 12

 

La morta si avvicinava. La vecchia, familiare, morte.

Ogni volta che Subaru incontrava la morte, veniva portato in un luogo buio, solitario e sconosciuto.

Ed era davvero, davvero un posto solitario, un luogo in cui era insopportabile stare da soli.

Ogni volta che Subaru incontava la morte, veniva spedito in questo posto.

In quel mondo di sangue e angoscia, lacrime e dispiacere, e una presenza molto leggera d’amore.

Ma andava bene ora.

Era soddisfatto.

 

“-“

 

Subaru percepiva che qualcuno in questo mondo oscuro gli avesse sussurrato qualcosa.

Era confortante, era incoraggiante, era una conferma, una confessione.

 

Ma perché? Questa non era l’amata che Subaru cercava.

 

La ragazza che amava era altrove, in un luogo dove lui non era, con il suo sogno che diventava realtà e i suoi sforzi che venivano ricompensati.

Subaru aveva sacrificato molte persone, e alla fine se stesso, per quell’obbiettivo.

E quindi, andava bene. Lui non aveva bisogno di essere salvato. Il conforto e una salvatrice erano qualcosa che aveva già avuto, proprio all’inizio.

 

“-“

 

Lo stava decisamente chiamando.

Chiamando il suo nome con gentilezza, con indulgenza, con amore.

E così Subaru si separava dalla spirale della morte, accettando quella presenza distante.

Mentre le accettava, rispose alle parole di quella ▒▒▒▒.

 

“-“

 

 

-Anche se mi rifiuti, non ti dimenticherò mai.

Traduzione capitolo 11: Tycho & SubaruTarocco

Check: Tycho

 

Traduzione capitolo 12: Vulcan

Check: Tycho

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