Ayamatsu IF – Capitolo 1

Capitolo 1


—Vedere quella scena familiare fece stranamente sentire Subaru sollevato, ed esausto.

 

 

“Ce l’hai fatta a tornare indietro sano e salvo, non c’è alcuna ragione di aver paura, immagino.”

 

Mentre osservava il traffico della Capitale Reale, Subaru disegnava linee di conteggio ‘||||‘ sul terreno con un bastoncino. Continuò finché non fu soddisfatto, poi li cancellò con il piede e sospirò.

 

Natsuki Subaru viene dal terzo pianeta a partire del Sistema Solare, la sua posizione sociale è quella di un tipico studente del liceo al terzo anno.
Se qualcuno avesse osservato i suoi abiti casual di tuta e scarpe da ginnastica, e la busta di plastica del minimarket che aveva in mano, sicuramente non ne avrebbero dubitato.
Comunque, quel principio si applicava solo a quelli delle regioni familiari con concetti come “tute”, “scarpe da ginnastica” e “minimarket”.
Quindi, tornando a quello che stava cercando di dire veramente—

 

“—Questo intera cosa dell’essere “evocato in un mondo parallelo” è più tosta di quanto mi aspettassi.”

 

Un carro trainato da un drago della grandezza di un cavallo scalciò polvere mentre sfrecciava oltre Subaru.
Una tale visione era ovviamente impossibile nel mondo che Subaru conosceva. Quindi si sarebbe potuto pensare che fosse un cavallo agghindato da speciali cosmetici, come un qualche personaggio di un parco a tema. Ma Subaru non sarebbe stato d’accordo.


Perché i draghi erano più di uno—le strade della città ne pullulavano—e anche le persone che comandavano questi draghi presentavano una grande demografia di cosmetici speciali.
Animali antropomorfi—persone che indossavano le bardature dei cosiddetti uomini-bestia o demiumani.
Forse venti o trenta di loro erano presenti nel campo visivo di Subaru. Naturalmente, ce ne erano anche molti altri attorno che sembravano appartenere alla stessa specie di Subaru, ma l’aspetto caotico che li distingueva li rendeva estremamente particolari agli occhi di Subaru.


Ma non poteva rimanere lì cercando di sfuggire alla realtà per sempre.
Né gli uomini bestia o i draghi erano parte della produzione di un film. Una scena simile era ordinaria in questo mondo, e gli alieni lì non erano loro, ma Subaru.

 

—Dopo aver passato circa dieci giorni in questo modo, Subaru ne era dolorosamente consapevole.

 

“…È ora di andare.”


Finite le sue inutili contemplazioni, dopo essersi sgrullato i pantaloni, Subaru si alzò.
Impugnava il bastone nella mano destra mentre camminava per la strada— non la strada principale dove sarebbe scomparso fra la folla, ma attraverso una stradina secondaria.


Al contrario della strada principale ricca di attività, la stradina era deserta e stretta fra due alti edifici.
Lo si sarebbe potuto descrivere accuratamente come un vicolo isolato, semplicemente un singolo viottolo separato dal mondo esterno nel suo silenzio.

Per farla breve, sarebbe potuto accadere qualcosa lì, e le grida non avrebbero raggiunto la strada principale.


Quindi se una persona così ovviamente forestiera come Subaru si fosse andato a cacciare lì, dei criminali sarebbero sicuramente giunti a prenderlo di mira.


“Hey, amico. Vieni a giocare con noi per un secondo.”


Subaru si girò verso la voce, solo per trovare tre silhouette che gli bloccavano la strada. Venivano in un comodissimo set di tizi grande, medio e piccoletto, e Subaru poteva percepire le loro capacità di osservazione. Non aveva idea di cosa stessero esaminando però.


“—”


Subaru inclinò la testa leggermente per guardare la strada nella direzione opposta a quella da cui venivano i tre. Finiva in un vicolo cieco dietro di Subaru, quindi l’unica fuga da questo vicoletto era esclusivamente plausibile facendo sì che i tre lo lasciassero passare.
Tuttavia riguardo le intenzioni del trio di lasciare che Subaru se ne tornasse sulla strada principale—


“Che diamine stai guardando così distratto?”


“Non capisce cosa sta accadendo. Io dico che dobbiamo farglielo scoprire.”


Il comportamento estraniato di Subaru aveva istigato i tre a sorridere oscenamente, mentre svariate idee di abuso gli si presentavano in testa.
Dalla loro prospettiva, Subaru era ovviamente un pivello.
Non puoi biasimare qualcuno per essersi leccato le labbra di fronte a un bottino facile come questo.


Ma avevano assolutamente, completamente torto.
È vero, a Subaru mancava qualsiasi vera e propria esperienza di combattimento e non aveva alcun passato segreto nelle arti marziali. Che fosse un novellino, era la parte della loro considerazione in cui non avevano torto.

 

Ma se parlassimo invece delle sue abilità nel combattere queste tre persone nello specifico, allora Subaru era già un veterano.


“—Huh?”


Verso il gigante disattento—Ton del trio Ton, Chin e Kan—Subaru scagliò il suo braccio.
Nella sua presa rimaneva saldo il bastone che aveva afferrato prima e, sebbene gli mancasse una punta acuminata, si conficcò facilmente in una porzione morbida della gola di Ton trafiggendolo fino in fondo con poca resistenza.


“Cos-?”


Gli occhi di Ton si spalancarono di fronte all’accadimento istantaneo, mentre Chin e Kan si congelarono sul posto.
Ton non poteva più combattere. Mentre gli altri erano ancora pietrificati, la mano libera di Subaru si scagliò sul ragazzo di medie dimensioni—Chin. Lo afferrò per i capelli e lo slanciò. Subaru non lasciò tempo per alcuna resistenza, e fracassò la testa di Chin contro il muro.
Qualcosa di duro scricchiolò, si spaccò, e Chin dipinse una traccia di sangue sul muro mentre si accasciava a terra.

 

Simultaneamente, Subaru spinse un ginocchio nello stomaco di Ton che era ancora impalato nel collo, gli occhi spalancati sembrarono uscirgli dalle orbite mentre precipitava. La direzione in cui cadde fu sfortunata. Cade in avanti, e il bastone lo penetrò ancora più profondamente.

 

Ora due di loro non potevano più lottare. Ne rimaneva solo uno—


“Eep.”


Il piccoletto, Kan, impallidì osservando l’istantanea sconfitta dei suoi alleati.
Se avesse provato ad abbandonare gli altri e a correre verso le strade, sarebbe diventata una gara di velocità e avrebbe potuto avere una possibilità di sopravvivenza.
Invece fissava il duo a terra esitando a fuggire. Non sapendo che era già troppo tardi per loro, sprecò il singolo secondo di tempo che aveva.
Per loro, sprecò il singolo momento che aveva.


Idiota. Imbecille. Avrebbe ricevuto la sua ricompensa per quella stupida decisione.


“Ghau, ghhg…”


Subaru strinse le sue mani attorno al piccolo collo di Kan, stringendo mentre lo spingeva di schiena contro il muro, la forza esercitata sul suo collo sempre maggiore mentre Subaru lo strozzava.
Sollevato finché non era in grado di guardare Subaru negli occhi. Gli occhi protrudevano per la pressione, la bocca si apriva e chiudeva freneticamente in cerca di ossigeno. Ma la sua trachea era stata chiusa forzatamente, e Kan non sarebbe stato salvato da nessuno.


“Ora realizzate quante volte in totale ho incontrato voi ragazzi?”


“Khhg, hgh…”


“Ottantotto. Buon per voi. Dovreste ridere.”


Disse Subaru fissando il viso di Kan—che si insanguinava sempre di più, coperto da saliva e lacrime.
Kan non aveva libertà di dire nulla, ovviamente. In realtà si era dimenticato dell’esistenza di alcuna libertà d’azione—avendo perso ogni capacità di resistere, il suo corpo cadde molle e Subaru lo gettò a terra.


Dopo aver osservato il trio sconfitto, Subaru cominciò a calpestarne i colli, giusto in caso. Una volta percepito lo scrocchio di qualcosa di duro sotto le suole delle sue scarpe da ginnastica, si poté rilassare.
Ton aveva un collo così grosso che ci vollero cinque botte ben assestate per farlo. Subaru non riusciva proprio a trovare un modo di fare le cose efficientemente con questo tizio. Anche se ogni tanto la sua fortuna era buona e riusciva a finirli tutti in un colpo solo.


“Non è stata una buona idea strangolarlo. …fa anche schifo, non lo farò un’altra volta.”


Dopo aver passato quel momento di riflessione, Subaru prese due coltelli dal corpo di Chin. Poi trascinò i loro corpi fino al fondo del vicolo, li lasciò lì, e se ne andò per la strada principale come se non fosse successo nulla.

 

Sia entrare nella stradina che incontrare Ton, Chin e Kan era accaduto abbastanza in fretta. Occuparsi del trio gli aveva impegnato un po’ di tempo, ma comunque meno di un minuto nel complesso.
Subaru si affrettò ad attraversare la strada principale in cerca della sua destinazione.


“—”


Dopo aver osservato la strada, poggiò le mani sul petto in sollievo. Ce l’aveva fatta in tempo.
Questa strada era chiamata la Via del Cliente, caotica e piena di gente come tutte le altre, incaricata di dimostrare la salute e prosperità della capitale.
Saresti potuto startene fermo per la strada non facendo nulla, e le tue orecchie sarebbero state comunque inondate da rumori cacofonici.
Ma giunse un cambiamento in questa scena trafficata.


“—Aspetta! Ah! Aspetta per favore!!”


È la voce incantatrice di una campana d’argento che sbriciolò il fracasso del mercato
Pur essendo carica di disperazione, la voce non poteva celare l’amabilità del suo proprietario, il grido era indirizzato ad una piccola silhouette che si stava precipitando fuori dalla folla.


“Hehehee.”


Rideva la ragazza bionda mentre si faceva strada fra la massa di gente, sorridendo come un felino. Nella sua mano era stretto qualcosa di brillante, e il suo atteggiamento chiaramente dimostrava che aveva portato a termine il suo compito.
Mirata a quella ragazza, una luce blu luccicante—una lancia di ghiaccio—sfrecciò attraverso la strada.


“—!!”


Sorpresa dall’attacco inaspettato, la ragazza saltò per evitare la punta di ghiaccio.
Quell’attacco magico era stato lanciato nel mezzo di una strada strapiena di gente. L’accadimento improvviso generò caos e la gente della Capitale creò un varco, alzando le mani per mostrare che non volevano essere coinvolte nel combattimento.
Era la risposta predominante. Forse rimanere coinvolti in qualche scontro era un affare quotidiano nella Capitale—sarebbe un’affermazione pazzesca, ma forse non troppo lontana dalla verità.

 

In ogni caso. Correndo attraverso il varco aperto dalla folla era la ragazza che Subaru stava cercando.


“—”


L’istante che posò gli occhi su di 『lei』, Subaru sentì che il mondo intero si era congelato.
Il vento, le voci, anche il tempo stesso scomparve dalla sua percezione, assolutamente tutta la sua attenzione venne rediretta a lei.


Lunghi capelli argentati le fluttuavano dietro e i suoi occhi ametista brillavano di forte determinazione. Le sue lunghe, pallide braccia e gambe erano coperte da un abbigliamento bianco così mitico che sembrava tessuto per una fata—


In questo mondo dal tempo statico, solo a lei era concesso il movimento, mentre oltrepassava completamente Subaru.


Il suo obbiettivo era la ragazza bionda che era appena passata correndo, Felt.
Felt le aveva rubato qualcosa, e ora stava correndo in giro per la capitale allo scopo di recuperarlo. Il che l’avrebbe portata ad un destino inevitabile.
Ma Subaru non avrebbe lasciato che ciò accadesse.


Non avrebbe mai permesso che un fato di 『morte』 la rapisse.


“Io, a qualsiasi costo, ti salverò.”


Vedendola diventare sempre più distante, Subaru giurò la sua promessa per l’ottantottesima volta.
Avendo rotto quella promessa così tante volte, non era chiaro quanto esattamente fosse persuasiva.
Incomprensibile. Ma se continuava senza arrendersi, se continuava a lottare, se continuava a desiderare di salvarla—


“Aspettami. —Satella.”

 

 

 

 

 

Traduzione: Vulcan&Tycho

Check: Vulcan

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